Seconda serata di Sanremo, i top e flop della Redazione
di Valentina Ceriani
Presente anche oggi l’appuntamento della Redazione di Daily Verona Network con i top e flop della seconda serata di Sanremo secondo noi. Una serata in linea con il festival, piuttosto piatta e monotona, con pochi colpi di scena e momenti cult, ma che comunque ha tenuto gli italiani attaccati al televisore, come confermano i dati: 64,5% di share (più di ieri) e 11,7 milioni di spettatori. Grande attesa per Damiano David, quest’anno senza Måneskin, e il suo tributo a Lucio Dalla, che – spoiler – è nei nostri top. E infatti, passiamo subito alla classifica della Redazione. Disclaimer: si tratta di una classifica goliardica, umile e totalmente senza pretese.
Top
- Damiano David. Partiamo quindi proprio con lui, la vera rivelazione dell’ultimo periodo. Congratulazioni, per entrambe le esibizioni. Perché ci è piaciuto: perché sa fare tutto.
- Nino Frassica. Per qualche strana ragione, quando certe battute le fa nostro zio ci fanno cringiare, ma quando le dice Nino Frassica ci fanno ridere. Perché ci è piaciuto: perché smonta tutto ciò che di montato ha intorno.
- Serena Brancale. Da quando Elodie è diventata una signora perbene e Tony Effe un bravo ragazzo, Serena Brancale è diventata la quota tamarra che mancava al festival. Perché ci è piaciuta: perché sotto sotto lo stereotipo italoamericano ci piace.
- Fedez. Che dire. Cantare una malattia come la depressione non è facile, il rumore assordante dei battiti e la disperazione sono come delle martellate. Al secondo ascolto per noi è sì. Perché ci è piaciuto: perché temiamo che Corona faccia uno speciale anche su di noi se osiamo contraddirlo. E perché è una bella canzone, ok.
- Alessandro Gervasi. Enfant prodige, a soli sei anni è già pianista e interprete di un giovanissimo Peppino di Capri nel nuovo biopic Champagne. Perché ci è piaciuto: perché alla domanda di Carlo Conti, «Vuoi stare qui un altro po’?», lui risponde «No». Dono della sintesi.
Menzione speciale ad Alessandro Borghi, così, tra un Nastro d’argento e un David di Donatello.
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Flop
- Carlo Conti. Qualcuno deve avergli detto che deve fare il simpatico e aggiungere qualche sketch, peccato che abbia sbagliato totalmente i tempi comici e, per non sbagliare, abbia ripetuto le stesse scenette dell’anno scorso (e per fortuna non si è fatto aiutare dal circolino dei toscani). Perché non ci è piaciuto: perché non ha ancora capito come si voleva presentare Bianca Balti.
- I giovani. Tutti, una massa informe e senza nome. Le nuove proposte sono state abbastanza deludenti: speriamo non sia tutto qui, il nuovo che avanza. Perché non ci sono piaciuti: perché in redazione abbiamo tutti più di trent’anni.
- Cristiano Malgioglio. Malgioglio ha detto di non aver voluto l’aiuto degli autori, ma forse gli sarebbero serviti. Abbiamo tolto i monologhi per lasciare spazio al suo strascico? Perché non ci è piaciuto: perché era tutto già visto e rivisto.
- Rose Villain. La sua è una voce che merita di più. Perché non ci è piaciuta: perché l’abbiamo già sentita l’anno scorso, ma con parole diverse.
- Carolina Kostner. Poverina, non è colpa sua. Ma la sua presenza è solo servita per farci sapere che Carlo Conti sarà uno dei tedofori di Milano-Cortina. Perché non ci è piaciuta: perché ci aspettavamo un triplo axel giù dalle scale.
Menzione speciale per gli outfit maschili. Si percepisce il poliestere dallo schermo.
Questa sera la co-conduzione sarà in mano a Miriam Leone, Elettra Lamborghini e Katia Follesa (abbiamo aspettative alte). Come ospiti vedremo poi sul palco dell’Ariston Iva Zanicchi, che riceverà il prestigioso Premio “Città di Sanremo” alla carriera, Edoardo Bennato e i Duran Duran.
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