Seconda giornata di Schermi d’amore: il programma

Si inizia alle 15 con Adoration, un amore tra due adolescenti nato all'interno di un ospedale psichiatrico. Alle 18 l'omaggio al pilastro del cinema giapponese Kenji Mizoguchi, con la proiezione de I racconti della luna pallida. Si conclude alle 21:15 con la commedia leggera francese Perdrix.

Il festival Schermi d’Amore entra nel vivo del suo programma già al suo secondo giorno di proiezioni, con una giornata di proiezioni caratterizzata dalla presenza di uno dei suoi titoli più importanti, proposto all’interno della rassegna “Elegia di Mizoguchi”, un omaggio al pilastro del cinema giapponese Kenji Mizoguchi.

Il programma

Si inizia alle 15:00 con uno dei due titoli del concorso principale presenti in questo giorno, entrambi dedicate all’esplorazione mai banale di amori nati tra individui dalla diversa personalità. Adoration di Fabrice du Welz racconta la storia poetica e al tempo stesso crudele di due adolescenti che si rapportano tra loro all’interno del complesso contesto dell’ospedale psichiatrico. Lui è figlio di una dipendente della struttura, mentre lei è una delle pazienti trattate.

Il rapporto tra i due è pertanto fortemente influenzato dal contesto e dominato da logiche fuori dall’ordinario. La ragazza, a causa della malattia, vive in una sorta di mondo parallelo, suggerendo un tono quasi fiabesco. Il film di du Welz è così un tenero ma al tempo stesso drammatico ritratto di un amore adolescenziale colto nel suo sbocciare in un ambiente particolarmente delicato, secondo una sensibilità già mostrata dal regista in precedenti lavori, nella cosiddetta Trilogia delle Ardenne in cui è in primo piano il rapporto tra sfera affettiva e malattia mentale.

Alle 18:00 il pubblico del Ristori potrà finalmente partecipare ad uno degli appuntamenti più attesi del festival, ovvero la rassegna “Elegia di Mizoguchi” dedicata alla figura di uno dei grandi maestri del cinema giapponese, e non solo. La prima proiezione di questa sezione speciale presenta quello che sicuramente è il suo più universalmente noto capolavoro, I racconti della luna pallida d’agosto (Ugetsu in lingua originale), film del 1953 in cui compare una delle più note attrici giapponesi del periodo, Machiko Kyo, la diva del Rashomon di Kurosawa. Nel Giappone di fine ‘500 una coppia di uomini umili, un vasaio e un contadino, inseguono le rispettive ambizioni, ignorando i saggi consigli delle caute mogli. Il primo vorrebbe arricchirsi vendendo la propria merce in città, il secondo sogna la carriera di samurai. Cacciati dal proprio villaggio da un gruppo di banditi, i due trovano l’occasione di realizzare i loro desideri, l’uno grazie ad una misteriosa nobildonna, l’altro grazie al caso. Ma ci sarà un duro prezzo da pagare.

Raffinato esempio di cinema sentimentale e assieme di kaidan (fiaba soprannaturale), si tratta di uno dei più celebri capolavori di Kenji Mizoguchi, premiato con il Leone d’Argento a Venezia. Un film in cui emerge con chiarezza la forza e la saggezza dei personaggi femminili, mentre il sogno di ambizione degli uomini è destinato a dissolversi nel nulla. Il film sarà proiettato in una splendida versione restaurata proveniente dall’America, a cura dell’Academy Film Archive.

La seconda giornata di proiezioni si conclude quindi alle 21:15 con un secondo film della sezione “Amori in concorso” (per la quale il pubblico può votare). Perdrix, diretto da Erwan Le Duc e proiettato al 72° Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs, è un’opera prima che racconta in un’efficace chiave ironica l’inaspettato invaghimento tra due personalità molto diverse. Pierre è un 37enne tranquillo, capitano di gendarmeria scapolo, attaccato alla sua famiglia con la quale ancora convive. Juliette rappresenta il suo complementare, è un’anticonformista dal carattere esuberante, una donna passionale e senza freni. Il rapporto tra i due Perdrix utilizza una formula consolidata, quella della commedia romantica leggera, inquadrandola in un contesto che bene si addice al genere comico (il tono parodico emerge soprattutto dalla pittoresca realtà provinciale). Nel cast i nomi di giovani talenti del cinema francese contemporaneo, a partire dai protagonisti interpretati da Swann Arlaud e Maud Wyler. Assieme a loro anche un’attrice d’eccezione, Fanny Ardant, nel ruolo della madre di Pierre.