Scrivere per amore, vince Barbara Alberti

Il suo romanzo, "Mio Signore", edito da Marsilio, è stato definito dal presidente di giuria Paolo di Paolo «elettrico, visionario, anticonformista». Il premio è stato consegnato dalla presidente del Juliet Club Giovanna Tamassia con l’Assessore alla Cultura del Comune di Verona Francesca Briani all'autrice in collegamento video da Roma.

La presidente del Juliet Club Giovanna Tamassia con l’Assessore alla Cultura del Comune di Verona Francesca Briani ha consegnato idealmente il XXV premio Scrivere per amore a Barbara Alberti, in collegamento video da Roma, che con il romanzo Mio Signore (Marsilio) inscena l’infimo e il sublime del sentimento di coppia innalzato all’adorazione religiosa. Un romanzo che rubando dai vangeli in un gioco di dissacrata ammirazione, ruvido e puntuale nella scelta del dialetto che evidenzia quanto sacro possa esserci nella miseria e quanto la passione sappia resistere al grottesco, ci suggerisce che l’amore salva e non danna.

«La scrittura di Barbara Alberti – motiva la scelta della giuria Paolo Di Paolo – fa saltare tutti gli schemi, mescola diverse possibilità della prosa in modo elettrico, visionario, anticonformista – e perciò spiazzante».

Il premio, consistente in un assegno di duemila euro, è stato offerto da Cristiano Zanolli di Zanolli Forni che da principio sostiene il “quasi festival” sull’amore per i libri e i libri sull’amore che a Verona ha inanellato tre giornate di incontri tra cinema, poesia, arte e letteratura.

Il gala di premiazione è stato aperto dall’esecuzione in anteprima di un estratto del concerto per quintetto con archi e pianoforte 7 Parole di Andrea Mannucci, eseguito dal Ned Ensemble. A seguire, Elisabetta Gallina e Marco Ongaro, direttore artistico di Scrivere per Amore hanno condotto il “discorso amoroso” tra i giurati presenti in sala e i finalisti, alternandosi alle letture di brani dei tre libri a cura di Rossana Valier e Paolo Valerio.

All’annuncio dell’esito del voto, la vincitrice del premio Barbara Alberti ha esultato dicendosi «emozionata come una sposa per questo premio unico al mondo. Che la giuria abbia scelto un libriccino fuori moda, fuori tempo mi fa sentire la ragazza di un paese lontano che in una lingua semisconosciuta scrive a Giulietta come a una divinità, e si vede arrivare una risposta scritta a mano. Il libro narra di un amore come fonte di miracolo, dove gli amanti non sono i purissimi adolescenti di Verona, ma due creature disgraziate e pelose che incontrandosi trovano il loro cielo. Ecco io lo trovo in questo riconoscimento, e il mio grazie felice diventa una cosa di lacrime». 

Il romanzo della Alberti Mio Signore ha avuto la meglio sugli altri due libri finalisti, Gelosia  (La nave di Teseo) di Camilla Baresani «che dimostra una profonda conoscenza dell’animo umano, dei meccanismi della passionalità e dell’amore», e L’invenzione di noi due (Einaudi) di Matteo Bussola, «che unisce l’introspezione a una visione amara, moderna e inusuale dell’amore, dove la lotta per evitare la separazione diventa estremo atto creativo».

Con il patrocinio del Comune di Verona, Regione Veneto, Camera di Commercio e Confcommercio e il sostegno di Fondazione Cattolica,  Zanolli ForniDue Torri Hotel, il premio Scrivere per Amore è l’unico in Italia dedicato al tema dell’amore e l’edizione 2020, che ha presentato notevoli difficoltà organizzative legate alla pandemia, ha confermato la forza di una manifestazione culturale sul tema eterno e inesauribile del sentimento amoroso.

Nato nel 1996 da un’idea del Club di Giulietta, che a Verona cura la straordinaria corrispondenza indirizzata a Giulietta, il premio è diventato internazionale e ha visto nel tempo la partecipazione sempre attenta di scrittori e editori. Dalla scorsa edizione grazie alla sinergia di attivi partner come l’Università di Verona, la Società Letteraria, la Biblioteca Capitolare, il Circolo dei Lettori, il Club delle Accanite Lettrici, il Cineclub, il Teatro Nuovo di Verona, si è trasformato in festival, perché dell’amore si può parlare e scrivere nelle sue più svariate forme e teorie, attraverso lo sguardo di poeti, scienziati, filosofi, artisti e non da ultimo, lettori.

Ciascun incontro è stato preceduto dalla lettura a cura degli allievi della Scuola di Teatro del Teatro Nuovo di Verona di alcune tra le più belle lettere indirizzate ogni anno a Giulietta, dando voce all’amore senza confini che unisce generazioni e culture in ogni parte del mondo.