Sanremo 2026, trionfa Sal Da Vinci con “Per sempre sì”
Redazione
È Sal Da Vinci, con il brano Per sempre sì, il vincitore del Festival di Sanremo 2026. L’artista supera al rush finale Sayf, secondo con Tu mi piaci tanto, mentre sul terzo gradino del podio sale Ditonellapiaga con Che fastidio!, che conquista anche il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale. Quarta Arisa con Magica favola, quinti Fedez & Masini – tra i favoriti – con Male necessario, che ottengono il premio Bardotti per il miglior testo. A Fulminacci, con Stupida sfortuna, va il premio della Critica Mia Martini.
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La finale, segnata dall’eco dell’attacco all’Iran e dalla crisi internazionale, si apre con la riflessione di Carlo Conti insieme a Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti, che rilanciano l’appello Unicef per i bambini nelle zone di guerra. «Da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra – sottolinea Cardinaletti – si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa accadrà, lo stiamo facendo e continueremo a farlo grazie al lavoro di inviati e corrispondenti».
Nel corso della serata, più volte si leva dall’Ariston il coro “Pace, pace”. Diversi artisti affidano alla musica e alle parole messaggi contro la guerra. Leo Gassmann conclude con «Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e l’amore», mentre Ermal Meta definisce Stella Stellina un urlo di dolore «per tutti i bambini silenziati dalle bombe». Michele Bravi ricorda: «Noi qui abbiamo il lusso di festeggiare una serata incredibile, non dimentichiamoci di quello che succede nel mondo». Maria Antonietta e Colombre sottolineano: «Crediamo che la felicità e la pace siano un lavoro collettivo: siamo tutti responsabili e possiamo fare qualcosa sempre».
Ascolti elevati per la finale: 11 milioni 22mila telespettatori e il 68,8% di share su Rai1, in calo rispetto al record 2025 (13 milioni 427mila e 73,1%).
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Momento storico l’annuncio in diretta del successore: Carlo Conti ufficializza Stefano De Martino come prossimo conduttore e direttore artistico. «È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre, voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare», commenta De Martino.
Superospite Andrea Bocelli, accolto da una standing ovation dopo Il mare calmo della sera e Con te partirò. Spazio anche alla comicità di Nino Frassica e al toccante intervento di Gino Cecchettin, che ricorda le 301 donne uccise negli ultimi tre anni: «Non sono sole, la loro libertà non è negoziabile, chiedere rispetto è il minimo. Non facciamo la guerra agli uomini, ma al maschilismo tossico che sta minando la nostra vita. L’amore non urla, non ferisce, lascia libera la vita».
Il Festival si chiude nel segno della famiglia e delle madri: dall’abbraccio di Sayf alla madre Samia, alla dedica di Serena Brancale, fino alle lacrime di Samurai Jay.
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