Sabato 16 concerto di Pasqua nella Chiesa di San Fermo

VERONA – Sabato 16 marzo alle ore 17.00 nella Chiesa di San Fermo maggiore la Fondazione Arena di Verona offre alla cittadinanza, come da tradizione, il Concerto in occasione della S. Pasqua.

Dirige l’Orchestra areniana il M° Stefano Ranzani, il Coro è diretto dal M° Armando Tasso.

Il programma presenta in apertura il Cantus in memoriam Benjamin Britten di Arvo Pärt, composto nel 1976 per commemorare il musicista inglese da poco scomparso. La partitura è per orchestra di soli archi e una campana sola intonata sulla nota “la”: si caratterizza per lo stile ascetico, essenziale, depurato da ogni eccesso di intellettualismo, al fine di veicolare una spiritualità profonda che invita a riflettere sul significato della vita e della morte. In questa composizione Pärt introduce la sua particolare tecnica della “tintinnabulazione”, che consiste in una sorta di variazione continua di elementi musicali semplicissimi come le triadi: «Tre note di un accordo sono come campane, ed è perciò che chiamo questo tintinnabulazione».

Prosegue con il Concerto in re maggiore per tromba, archi e basso continuo di Georg Philipp Telemann in cui solista è la tromba di Angelo Pinciroli. La composizione è una dei 125 concerti di Telemann per uno o più strumenti di cui è certa la paternità. Ascrivibile agli anni in cui il musicista fu Konzertmeister e poi Kapellmeister ad Eisenach, dal 1708 al 1721, il Concerto in re maggiore è articolato sul modello in quattro movimenti alternativo a quello tripartito vivaldiano. Per la forza espressiva della melodia che il solista dipana sul discreto sostegno degli archi, il celebre Adagio rimane una delle pagine più intense nell’intero repertorio solistico per tromba, tanto da arrivare a suggerire a Fabrizio De André il noto adattamento canzonettistico per La canzone dell’amore perduto.

Conclude il concerto pasquale il Transitus animae, oratorio per mezzosoprano, coro e orchestra di Lorenzo Perosi, che vede protagonista la voce di Ildiko Komlosi. La prima esecuzione dell’oratorio ebbe luogo nel dicembre del 1907, insieme con altre composizioni di Perosi, durante l’inaugurazione della Sala Pia presso la congregazione dei Fratelli di Nostro Signore della Misericordia di Roma, un auditorium costruito con offerte dei fedeli accanto a Castel Sant’Angelo. La bacchetta era quella dello stesso Perosi, che dedicò la composizione al fratello Marziano; il tema dell’oratorio descrive il gioioso passaggio dell’anima, interpretata dalla voce del mezzosoprano, alla vita eterna e a Dio con l’accompagnamento del coro degli Angeli. Qui Perosi riconferma i tratti caratteristici del suo linguaggio musicale, che coniuga reminiscenze gregoriane, una vocalità semplice ma intensamente comunicativa, ed un tessuto armonico che va da austeri procedimenti arcaicizzanti ad ammiccamenti operistici.

Il concerto è ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

La redazione