Riparte la cultura veronese con il Bridge Film Festival

Torna l'ottava edizione del Bridge Film Festival con una grande energia per far ripartire la cultura veronese dal 14 al 17 luglio.

Bridge Film Festival 2021
Bridge Film Festival 2021

Giunto all’ottava edizione, il Bridge Film Festival torna con grande energia per far ripartire la cultura veronese in questa attesissima stagione di riaperture. Non ci saranno solo documentari e cortometraggi internazionali, ma anche concerti, esposizioni, cibo e incontri con gli autori dell’industria cinematografica, come sempre nel meraviglioso scenario dell’antica dogana di fiume ai Filippini, grazie alla collaborazione con Canoa Club Verona. Dopo la scorsa edizione, ridotta ai minimi storici a causa dell’emergenza pandemica, il festival riprende la sua abituale forma, pur sempre nel rispetto delle misure anti Covid.  

Quattro giornate, dal 14 al 17 luglio, saranno dedicate al tema del chilometro zero da non intendersi, però, nel senso più comune. Il lungo periodo di lockdown, infatti, ci ha costretto a una clausura forzata, entro un confine ristretto. Ci siamo, dunque, ritrovati giorno dopo giorno a vedere e, talvolta, riscoprire quanto di più prossimo avevamo, spinti, nel migliore dei casi, a un nuovo sguardo. È proprio intorno a tale riflessione che ruotano i documentari in concorso, tutti firmati da registi italiani, spesso anche veneti. Da qui si comprende perché lo slogan chilometro zero.  

«Chilometro zero è un gioco di parole. Ovviamente siamo sensibili alle tematiche della sostenibilità, ma volevamo giocare con il discorso dei vari lockdown, che ci hanno costretti nelle mura domestiche e ci hanno fatto guardare più da vicino quello che c’è intorno a noi» racconta Ginevra Gadioli, presidente dell’associazione Diplomart, a capo del festival. «Forse prima tutto ciò che era lontano, irraggiungibile e sconosciuto era fascino, conquista. Oggi questa “gabbia”, che ci ha obbligati a non superare i luoghi a noi più familiari, ci ha svelato che ciò che è vicino può trasformarsi in altrove, semplicemente perché lo abbiamo osservato in un modo nuovo. La maggior parte dei registi e degli altri artisti, inoltre, sono della zona».

Mercoledì 14 luglio, serata di apertura, vede un programma tutto veronese. Dopo l’incontro con i registi dei documentari in programma, un incontro colloquiale aperto a tutti e fissato per le 18:30, ci sarà il concerto del collettivo musicale C+C=Maxigross, una performance di danza a cura Lya.ko Project e l’esibizione di circo contemporaneo di Pigreco. Non a caso, il primo film in programma, alle ore 21, è Deserto – Il film di Stefano Bellamoli e dei C+C=Maxigross, un documentario visionario e psichedelico, girato entro il progetto dell’omonimo album uscito nel 2019.

Scrive la band nata in Lessinia: «Fin dall’inizio abbiamo concepito Deserto come un’opera aperta a più livelli, non solo come un semplice disco, forse perché da subito abbiamo capito di voler raccontare qualcosa che andasse oltre quello a cui ci eravamo abituati negli anni: il classico iter disco – promozione – tour».

Il secondo film della serata è anche il primo esperimento di produzione di Diplomart in collaborazione con Ezme Film. Questa pellicola si intitola Marana, è dei registi veronesi Giovanni Benini e Davide Provolo, e racconta le vicende di ragazzini affetti dal disturbo dello spettro autistico, accolti nella comunità di Villa Santa Rita, nel vicentino.

Il documentario è stato presentato in diversi festival europei, dal Laceno D’oro al Freiburger Film Forum. «Il chilometro zero di Marana, che è proiettato fuori concorso, è addirittura entro l’individuo, perché questi ragazzi hanno il limite della parola, ma riescono a esprimere in altro modo un mondo infinito di altre sensibilità» spiega Gadioli

Giovedì 15 luglio, invece, è organizzato in collaborazione con il Circolo del Cinema, i cui operatori saranno i protagonisti dell’incontro alle 18:30. Segue, poi, il concerto dei Donato Dalia Trio, veronesi di nascita o adozione dediti a un jazz fluido, e l’esibizione di danza a cura di Lya.ko Project.

Bridge Film Festival 2021
Bridge Film Festival 2021

I documentari in concorso sono stati girati entrambi durante il lockdown e iniziano alle 21. “Dissipatio” di Filippo Ticozzi, già premiato nel 2016 al Torino Film Festival, racconta il periodo di chiusura vissuto in una cittadina del nord-Italia, una situazione in cui il protagonista si scopre a suo agio nel silenzio di questa vita sospesa.

Kufid“, invece, è del regista di origini marocchine Elia Moutamid, che tornato a Brescia dal Marocco, dove si era recato per fare i sopralluoghi del futuro documentario, Moutamid si trova bloccato dalla pandemia nella propria abitazione. Egli coglie, così, l’occasione per riflettere su se stesso e il mondo che lo circonda.

«Per quanto riguarda i film di giovedì, è interessante capire come i registi hanno affrontato l’impossibilità di muoversi e hanno analizzato la loro situazione tramite l’arte della cinepresa» commenta la presidente di Diplomart. 

La serata di venerdì 16 luglio inizierà con l’incontro che vede protagonista Luca Ferri, regista del film in programma. Alle 19:30 ci sarà il set sonoro a metà fra djset e performance elettronica di Giacomo Ceschi e poi l’esibizione di danza, sempre curata da Lya.ko Project.

Dopo il cortometraggio del regista Joschka Laukeninks Backstory alle ore 21, sarà proiettato La casa dell’amore di Luca Ferri. Girato tutto in un appartamento di Milano, il documentario racconta di Bianca, transessuale che dà amore a molte persone nel tentativo di superare la solitudine della vita, durante la pandemia e della condizione umana in generale.

Il film è stato presentato alla Berlinale nel 2020, ricevendo critiche molto positive e confermando le qualità del regista bergamasco, i cui lavori hanno partecipato, fra gli altri, al festival di Locarno e alla Mostra del Cinema di Venezia. «Siamo felicissimi perché abbiamo fortemente voluto questo documentario e la felicità è doppia perché ci sarà Luca Ferri a presentarlo» afferma Gadioli. «”La casa dell’amore” è come il termine di una trilogia sul lockdown, composta dai film di giovedì e venerdì, una trilogia che riflette sulla sensazione di solitudine vissuta in questi due anni. In ogni caso, portare un film di questo calibro a Verona, in anteprima regionale, è una grande soddisfazione».

Il festival si concluderà poi sabato 17 luglio con una line up altrettanto ricca e la possibilità di arrivare alla Dogana con una discesa di rafting in gommone. Alle 18:30 i membri della giuria, tutti autori a vario titolo dell’industria cinematografica nel panorama veronese e limitrofo, incontreranno chiunque voglia fare loro qualche domanda. Segue il concerto dei Fontanablu, gruppo che si muove fra cantautorato ironico, reminiscenze western e psichedelia, e poi l’esibizione dei ballerini di Lya.co Project.

Come ogni anno sabato è la serata dedicata ai corti internazionali, selezionati per quest’edizione da alcune fra le realtà più interessanti a livello nazionale ed europeo, come il Film Festival della Lessinia, l’Ennesimo Film Festival e il Festival international du court métrage de Clermont-Ferrand.

Da notare il titolo “The Tough“, proiettato alla presenza del regista, il polacco Marcin Polar. Il cortometraggio segue Harda passo per passo nella sua esplorazione di una grotta alla sola luce di una torcia, in un’oscurità piena di possibilità. «Essendo l’anno del carsismo e il nostro un territorio ricchissimo dal punto di vista speleologico» commenta Gadioli, «abbiamo deciso di far vedere il lavoro di questo regista polacco che parla di grotte in maniera filosofica». 

Quest’edizione del Bridge Film Festival vede nella giuria importanti personalità dell’industria cinematografica locale e non. I quattro componenti sono Lucia Botturi, titolare del Circuito Cinema Verona, che comprende i cinema K2, Fiume, Pindemonte e Diamante, e direttore artistico del Cineforum Charlie Chaplin, Andrea Sesta, uno fra gli autori del famoso giornale satirico Lercio.it, nonché grande appassionato dell’audiovisivo in ogni sua forma, Gloria Aura Bortolini, giornalista di viaggio su Rai3 per il programma Kilimangiaro e autrice di documentari come “London Afloat”, e Andrea Dusi, regista veronese di videoclip, documentari e cortometraggi, premiato al Torino Horror Film Festival per la sceneggiature di “Le Carnee”.

Dato che uno degli obiettivi del Bridge Film Festival è quello di mescolare le varie espressioni artistiche, proponendosi come un luogo di incontro culturale nel suo senso più ampio, ci saranno anche quest’anno esposizioni e installazioni. Le opere grafiche di Opera Aperta, che durante il periodo di lockdown ha animato le teche di teatri e cinema chiusi, saranno affiancate alle immagini di Tom Colbie e alle installazioni di Giulia Ferrarese. Saranno, inoltre, visibili le pubblicazioni particolarissime di 045 Publishing e i lavori del concorso White Mirror

Bridge Film Festival 2021
Bridge Film Festival 2021

Come ogni anno, il Bridge Film Festival nasce da un’idea dell’associazione Diplomart, ma si realizza nel concreto grazie alla collaborazione di molte realtà del territorio. I partner culturali di quest’anno sono il Circolo del Cinema, il Film Festival della Lessinia, l’Ennesimo Film Festival, Lya.ko Project, l’Opificio Della Luce, C3 Spazio Creativo, il Telefono Rosa, un’organizzazione volontaria che aiuta telefonicamente le donne vittime di violenza, che presenzierà con un banchetto, Giano’s Lab e Lo Scaffale Perturbante.

I partner per la comunicazione sono Lo Spazio e Dark Moto Studio, che ha realizzato il nuovo logo e le grafiche. È, inoltre, lunga la lista di partner che collaborano con cibo e bevande, si ricordano Cantina Musella, Ziga, Archivio, Mastro Matto, Bar Al Vò, Campagna Amica. Infine, i partner tecnici sono Trivusual e Pixel. L’organizzazione dell’ormai rituale discesa in gommone del sabato è, invece, di Adige Rafting, per prenotarsi, è necessario scrivere a info@adigerafting.it.

Per partecipare è necessario preiscriversi online all’associazione Diplomart, compilando il modulo disponibile sul sito www.bridgefilmfestival.eu. Il costo della tessera da pagare all’ingresso della dogana è di 5 euro e il contributo per ogni serata è di 5 euro.

Sia per gli studenti dell’Università di Verona, dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio, sia per i soci di Canoa Club, Adige Rafting, Corte Dogana e Circolo del Cinema la tessera associativa è gratis. Tutto il programma è consultabile sul sito. 

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