Prima serata di Sanremo, i top e flop della Redazione

di Valentina Ceriani

| 12/02/2025
La Redazione di Daily Verona Network ha decretato i cinque top e flop della serata. Disclaimer: si tratta di una classifica goliardica, umile e totalmente senza pretese.

Buona la prima, ieri a Sanremo. Partenza un po’ ingessata (con tanto di audio saltato nei primissimi minuti della diretta), e forse un po’ sciapa, dopo la verve di Amadeus a cui ci eravamo abituati. Carlo Conti è stato tuttavia un conduttore attento e professionale, che si è portato a casa un rispettabilissimo 65,3% di share con 12 milioni e 600mila spettatori. A fine serata, la Sala Stampa ha premiato, nella sua top 5, Brunori Sas, Giorgia, Lucio Corsi, Simone Cristicchi e Achille Lauro, in ordine casuale e non di merito. Anche la Redazione di Daily Verona Network ha decretato i cinque top e flop della serata. Disclaimer: si tratta di una classifica goliardica, umile e totalmente senza pretese.

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Top

  • Gerry Scotti. Il primo top fa capolinea sulla scena dopo pochi minuti. Gerry Scotti ha portato sul palco leggerezza, simpatia e freschezza. Perché ci è piaciuto: perché è la quota pacioccona della kermesse.
  • Lucio Corsi. Un’eleganza di altri tempi, uno stile ricco di omaggi da David Bowie a Renato Zero, ricercato ma non forzato. Perché ci è piaciuto: perché è la quota marziana.
  • Shablo, Guè, Joshua e Tormento. Hanno insegnato che cos’è il rap. Perché ci sono piaciuti: perché sono la quota underground.
  • Simone Cristicchi. Immancabile tra i top. Un testo incredibile, potente nella sua fragilità. Era difficile bissare “Ti regalerò una rosa”, ma la prova è stata superata egregiamente. Perché ci è piaciuto: perché è la quota piantino facile.
  • Brunori Sas. La quota indie anche quest’anno è confermata. Professionale, maturo e delicato. Perché ci è piaciuto: perché, appunto, è la quota indie.

Menzione speciale ad Antonella Clerici e alle trofie al pesto sul palco. Quota sassolino dalla scarpa.

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Flop

  • Jovanotti. Jovanotti non ha più l’età per fare Jovanotti, ma lui non lo sa e ci prova lo stesso. Perché non ci è piaciuto: perché poteva fermarsi al medley.
  • Gaia. Poteva dare di più. Ci aspettavamo di più. Pretendevamo (?) di più. Perché non ci è piaciuta: perché la balleremo, sì, ma controvoglia.
  • Marcella Bella. Bel ritmo, ma un testo un po’ da stato di Whatsapp. Perché non ci è piaciuta: perché ci sono bastati i Ricchi e poveri.
  • Willie Peyote. Ci siamo abituati a testi più dissacranti e impegnati. Perché non ci è piaciuto: perché quest’anno è stato un po’ troppo democristiano.
  • Modà. Una canzone dimenticabile, ma un’esibizione che ha fatto salire i punti a chi li aveva in squadra al Fantasanremo. Perché non ci sono piaciuti: perché gli occhiali da sole sul palco solo se sei Venditti.

Menzione speciale ai Coma Cose, con la quota hit che ha già stancato, ma che serve sempre.

Ora il focus è però già tutto sulla serata di stasera, con super ospite Damiano David e co-conduttori Bianca Balti, Cristiano Malgioglio e Nino Frassica. Spazio anche alle nuove proposte, con la veronese Maria Tomba, insieme ad Alex Wyse, Settembre e la coppia Vale LP e Lil Jolie.

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