Ottodix Ensemble: musica e immagini per sensibilizzare al rispetto della natura

L'Ensemble, diretto da Alessandro Zannier, ha dato vita, nella cornice di Villa Meriggio, alla performance live del progetto "Entanglement", il lavoro di ricerca concettuale che lo stesso Zannier (in arte Ottodix) ha pubblicato nel 2020 per dare un suono e un immagine alle conseguenze del comportamento negativo dell'essere umano nei confronti del pianeta.

È stata Villa Meriggio a Valeggio sul Mincio ad aprire le due serate veronesi (l’altra si è svolta a Corte Ramedello, a Cerea, il 26 agosto) dell’Ottodix Ensemble, il collettivo di musicisti diretti da Alessandro Zannier che il 25 agosto si è esibito con la performance live del progetto “Entanglement”.

Un’idea nata e sviluppata dallo stesso Zannier grazie alla collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e le università italiane e straniere, che si occupa di analizzare dal punto di analizzare dal punto di vista artistico le grosse masse di dati che sono conseguenza del comportamento umano di impatto negativo sul pianeta: riscaldamento globale, microplastiche nei mari, polveri sottili nell’atmosfera, inquinamento acustico delle acque e tanti altri temi.

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Alessandro Zannier durante la sua performance

Il progetto “Entanglement” di Alessandro Zannier

Alessandro Zannier, autore del progetto, conosciuto anche con lo pseudonimo di Ottodix, è un artista visivo, scrittore, performer e musicista compositivo, che durante la sua carriera ha pubblicato sette album concept e una raccolta più libro biografico. Dal 2003 ad oggi ha collaborato con tanti artisti affermati del mondo musicale e ha diviso il palco con artisti come Malika Ayane, Max Gazzè, Daddy G (Massive Attack) e Sigue Sigue Sputnik.

Nel 2020, durante la pandemia da Covid 19, ha pubblicato l’album “Entaglement”, prodotto tra Barcellona e Berlino da Flavio Ferri (DeltaV) e da ARTantide Gallery. L’obiettivo principale è stato quello di dare forma alle conseguenze dei comportamenti negativi dell’uomo sulla natura. Zannier ha voluto dare forma e colore all’invisibile, ovvero rappresentare la natura morta come conseguenza dei comportamenti deleteri dell’umanità, trasformando così il male in bellezza, sensibilizzando così lo spettatore ad un comportamento più rispettoso e responsabile nei confronti della natura.

Il concerto e l’entanglement come metafora fisica

Il numeroso pubblico invitato a Villa Meriggio per assistere alla performance dell’Ottodix Ensemble.

Il protagonista sul palco è stato Alessandro Zannier alla voce, accompagnato da band, quartetto d’archi, lavagna luminosa e visuals proiettati su una sfera gonfiabile ultraleggera di 2.80 metri di diametro che funge anche da mappamondo, sopra il quale scorrono immagini di vari luoghi del pianeta che permettono allo spettatore di ritrovarsi immerso in un vero e proprio viaggio geo storico a tappe.

Il progetto e la performance live di Zannier utilizzano la metafora del fenomeno fisico dell’entanglement per spiegare la correlazione oramai immediata degli avvenimenti su scala globale e spazio temporale; l’esempio classico è quello del cotton fioc gettato nello sciacquone, che dopo qualche settimana potrebbe trovarsi ad alimentare il continente di plastica del Pacifico.

Il progetto musicale, strettamente collegato alla ricerca di Alessandro Zannier come artista visivo, ha di recente dato vita a un’importante performance al Padiglione Camerun NFT della Biennale d’Arte di Venezia 2022 e a un sontuoso live set sopra il sommergibile Nazario Sauro ormeggiato nella darsena del Galata Museo del Mare a Genova, un museo che ospita fino al 3 settembre un’importante personale dell’artista, tra arte digitale, pittura e installazioni, in collaborazione con il CNR di Genova e la Suzuki Italia come partner strategico.

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Un progetto acclamato dalla critica

Inoltre, acclamato dalla critica e dai circuiti universitari per i suoi contenuti profetici sull’iper connessione globale, è già soggetto di interesse per nuove piattaforme dedicate a concerti innovativi, nonché invitato a partecipare a rilevanti mostre internazionali tra cui la Biennale di Architettura di Venezia del 2021 (Padiglione Italia) e quella d’Arte del 2022 (Padiglione Camerun, attualmente in corso a Venezia con un’installazione luminosa che dialoga indirettamente con il paese africano attraverso l’elaborazione dei big data camerunensi), in partnership con il CNR e l’Università di Auckland, con il progetto “ENT” sulle correlazioni degli antipodi.

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