“Opera Factory”: al Ristori laboratorio tra Verdi e Shakespeare

VERONA – Sabato 25 maggio alle ore 20.30 il Teatro Ristori di Verona presenta al grande pubblico il laboratorio Opera Factory e le nuove produzioni di teatro musicale da camera:

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FALSTAFF A PEZZI/LA SIT-OPERA

Il progetto Opera Factory, ideato dal regista Francesco Micheli, s’inserisce nell’ambito di NovOpera Centro italiano di ricerca e sperimentazione sul teatro musicale e coreutico, promosso a partire dal 2013 da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Verona Accademia per l’Opera italiana. Partner di progetto anche As.Li.Co. e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia.

L’obiettivo prevede la creazione di format originali di nuove opere, per attrarre e formare un nuovo pubblico di giovani, appassionati e addetti ai lavori. In questo primo anno Opera Factory ha articolato il suo percorso di ricerca sull’arte di Giuseppe Verdi, rileggendone la teatralità attraverso il legame con i testi ed i soggetti di William Shakespeare. Da qui è nato "Verdi e Shakespeare in progress", che ha portato alla creazione di quattro nuove produzioni di teatro musicale da camera ad opera di artisti delle ultime generazioni e di varie nazionalità, che si avviano ai mestieri del teatro, riuniti per sperimentare le strutture e gli stilemi della tradizione e realizzando spettacoli a “formato ridotto” e rinnovati nelle forme.

Al progetto hanno partecipato 22 giovani ricercatori internazionali, provenienti da Italia, Israele, Germania, Russia e Spagna costituiti in 4 gruppi, ognuno dei quali formato da un drammaturgo, un compositore, un regista, uno scenografo ed un costumista.

Una comunità creativa, seguita e stimolata da alcuni dei più significativi artisti della scena italiana, che per l’occasione hanno indossato i panni di maestri-tutor, addetti alle specifiche discipline: Giorgio Battistelli e Ivan Fedele per i compositori, Daniele Abbado e Francesco Micheli per i registi, Edoardo Sanchi per gli scenografi, Carla Teti per i costumisti, Vincenzo De Vivo per i librettisti, Giancarlo Cauteruccio per le nuove tecnologie.

Il periodo di ricerca è durato un intero anno e si è sviluppato a partire dai titoli verdiani che traggono ispirazione dai testi di Shakespeare: Otello, Macbeth e Falstaff. Il quarto lavoro invece ha voluto unire opera e teatro di narrazione, cogliendo il filo rosso che lega i tre capolavori della “trilogia popolare” – Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata – in cartellone per il Festival del Centenario dell’Arena di Verona. La fase successiva, il laboratorio-studio del progetto, si è concentrata sulla conoscenza degli elementi che fondano i 4 progetti, per dare vita a creazioni al passo con i nostri tempi «post-atomici e globalizzati».

Sabato 25 maggio al Teatro Ristori in un racconto corale verranno presentati i quattro progetti: ogni gruppo illustrerà il lavoro svolto, mostrando al pubblico gli elementi fondanti della nuova opera. Al termine del proprio intervento, verrà consegnato ufficialmente alla Fondazione Arena di Verona il progetto completo di partitura, libretto, bozzetti delle scene e figurini dei costumi.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

La Redazione