“Non ho ucciso l’uomo ragno”, Mauro Repetto degli 883 presenta il suo libro a Verona

Domani, venerdì 13 ottobre 2023, alle 18, Mauro Repetto presenta a Verona il libro "Non ho ucciso l’uomo ragno" (Mondadori). L'incontro con l'ex componente degli 883 insieme a Max Pezzali sarà alla Feltrinelli di via Quattro Spade, 2. Conduce la conversazione Francesca Cecconi station manager di Fuori Aula Network, web radio dell’Università di Verona. Sinossi…

Domani, venerdì 13 ottobre 2023, alle 18, Mauro Repetto presenta a Verona il libro “Non ho ucciso l’uomo ragno” (Mondadori). L’incontro con l’ex componente degli 883 insieme a Max Pezzali sarà alla Feltrinelli di via Quattro Spade, 2.

Conduce la conversazione Francesca Cecconi station manager di Fuori Aula Network, web radio dell’Università di Verona.

Non ho ucciso l'uomo ragno - Mauro Repetto
Non ho ucciso l’uomo ragno – Mauro Repetto

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Sinossi

Mauro Repetto nel libro Non ho ucciso l’Uomo Ragno (Mondadori) scritto con Massimo Cotto racconta in modo mirabile la sua storia umana e vera di mito della musica pop e in molte pagine riesce ad assomigliare più a un romanzo che a una biografia.

Repetto è stato, insieme a Max Pezzali, il fondatore degli 883, nonché il primo cantante e co-autore delle più celebri hit del duo. Il successo clamoroso, che arriva quando è appena un ragazzo, è seguito un attimo dopo da crisi, panico, disorientamento, da considerazioni del tipo “non è più il mio sogno”. La crisi è talmente profonda che Repetto sparisce da un giorno all’altro, lasciando a Max, suo amico e sodale, soltanto una frase ambigua che col senno di poi verrà decifrata per quel che è: un addio. Repetto, infatti, abbandona la musica, la popolarità e i tanti soldi che stanno arrivando per andarsene negli Stati Uniti, alla ricerca di altri sogni e di una modella che ha visto una volta sola a una sfilata di moda. Negli anni seguenti nasce il mito, tutti si chiedono dove sia finito, che cosa faccia, se sia ancora vivo o se non abbia fatto la brutta fine dell’Uomo Ragno cantato nelle sue canzoni. In realtà quello che gli succede in America non è mortale, ma sconfina nell’incredibile, al punto da assomigliare a un film di Tarantino, tra gangster e illusioni, pestaggi e briciole di Hollywood. Grazie a quell’esperienza Repetto matura il desiderio di ritorno a casa e la decisione di diventare invisibile, anonimo, di non essere riconosciuto da nessuno. Con bravura e un pizzico di fortuna, cerca sé stesso e trova anche l’amore, i figli e la pace con il suo passato, che oggi gli fa dire in modo liberatorio che “non ha ucciso l’Uomo Ragno”, ma ha solo inseguito e raggiunto i suoi nuovi sogni.

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