Nicola Fedrigoni di K+ presenta a Radio Adige Tv il documentario “Disco Ruin”
Dopo vari successi tra cui i film “Finché c’è prosecco c’è speranza” e “Si muore solo da vivi“, Nicola Fedrigoni, titolare dell’azienda di produzione cinematografica veronese K+, ci racconta l’esperienza di “Disco Ruin”, un documentario che testimonia «un viaggio visionario, l’ascesa e il declino dell’Italia del clubbing, raccontati dai protagonisti di questa storia, tra notti in autostrada e afterhours che divorano il giorno». La nuova pellicola sarà in uscita in tutte le sale cinematografiche italiane il prossimo 5 luglio.
«La storia ci è arrivata a gennaio dell’anno scorso e ci ha subito conquistati. Ce l’ha presentata Giangiacomo de Stefano della Sonne Film – racconta Fedrigoni -. Il progetto, inizialmente, era stato pensato per una distribuzione audiovisiva sulle televisioni, in seguito abbiamo deciso di portarlo al cinema, preché ci sembrava corretto rendere omaggio alla cultura di un mondo che non esisterà più». Con questa produzione verrà celebrato, anche, Claudio Coccoluto, famoso disc jockey italiano, che è venuto a mancare lo scorso marzo.
«Il punto di partenza di quest’indagine – spiega il produttore – è stata l’architettura delle discoteche», che vengono definite da Fedrigoni come gli antesignani dei social network, come i luoghi in cui moda, cultura, arte, musica e socialità hanno trovato il loro massimo sviluppo tra gli anni Sessanta e Duemila. «Insieme alle disco – prosegue il nostro ospite – è venuta meno anche quella selezione di informazioni, portata avanti da figure competenti come il direttore artistico e il dj, la cui mancanza al giorno d’oggi non permette ai giovani di trovare e provare le stesse cose come una volta».
Come abbiamo già ricordato, “Disco Ruin” è una delle tante produzioni di K+, che ha in programma diversi nuovi progetti per il futuro, molti dei quali sono legati alla Sonne Film, con la quale ha, appunto, stretto una profonda collaborazione. La chiave del successo dell’azienda, afferma Fedrigoni, è «la valorizzazione del territorio e della cultura ad ampio spettro nel mondo e il fatto che la sede della k+ sia decentrata dalle città fulcro della produzione cinematografica ci ha fruttato grandi soddisfazioni e successi».
Il trailer di “Disco Ruin”
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