Nasce l’audioguida di Palazzo Maffei a Verona
«Quella che oggi voglio raccontare è una storia d’amore, nata nella città dell’amore per eccellenza, Verona. È un amore che nasce circa sessant’anni fa dall’incontro fra il giovane imprenditore Luigi Carlon e l’arte moderna e contemporanea. Una folgorazione che dura ancora oggi e che ha dato vita a questo luogo pieno di energia e di bellezza che cercherò di raccontarvi, per condividere quella sua straordinaria passione».
Con queste parole Gabriella Belli – tra i più noti e appassionati storici dell’arte, museografi e direttori museali italiani, cui si deve l’ideazione del percorso espositivo di Palazzo Maffei Casa Museo – avvia il racconto che accompagna alla scoperta della Collezione Carlon nella nuovissima audioguida, anzi nella comodissima Web app myMuseum, della Casa Museo veronese, acquistabile a partire dal prossimo weekend pasquale.
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Un prodotto agilissimo quello scelto dalla Casa Museo di Piazza delle Erbe, fruibile da smartphone tramite la scansione di un QR code univoco e personale, strutturato in modo semplice e intuitivo e soprattutto capace di garantire – con il supporto di immagini, musiche originali, e registrazioni di qualità sonora cinematografica – un’esperienza di grande efficacia.
Non è cosa da poco poter visitare le 28 sale museali e ammirare gli oltre 600 capolavori del Museo – percorrendo secoli di storia dell’arte e di cultura – accompagnati dal fluire della voce coinvolgente, dall’analisi puntuale quanto inedita, dalle tante informazioni e curiosità e dalle personali note sulle scelte espositive di Gabriella Belli: scelte condivise con Luigi Carlon, legate a temi, cronologie, dialoghi tra personalità, inediti cortocircuiti o interrogativi esistenziali al centro, ieri come oggi, della riflessione artistica.
Note di una sinfonia d’arte che intreccia accordi e vibrazioni che la studiosa crea e interpreta con straordinaria capacità immaginifica e rappresentativa aiutandoci nella comprensione e nell’empatia, come un novello “Virgilio”: «Burri – racconta Belli nella sala dell’”Ira funesta” – strappa e brucia la tela con un’energia che bene si confronta con le ferite dei cavalieri disarcionati e trafitti delle battaglie Seicentesche. Sono simboli altrettanto forti della condizione di sofferenza della guerra, ieri come oggi».
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«Fontana – nella “Testa di Medusa” che dialoga con le altre rappresentazioni femminili – lavorando la creta, riesce a far emergere tutta la forza dinamica di una sorta di materia in ebollizione...tutta la tensione della forma che cerca di affrancarsi senza in qualche modo riuscirci. Dal grumo di argilla emerge, impassibile e solenne, il volto della Medusa».
E, ancora «Medardo, che interpreta in scultura le potenzialità luministiche di un materiale assai raro e poco utilizzato, la cera, non apprezza la scultura monumentale ed è molto più interessato a rappresentare gli eroi della vita quotidiana, che raffigura in una sorta di baluginare tremolante di materia che trattiene l’impressione atmosferica della luce sulle superfici” o, parlando di Duchamp con la sua “Boite en Valise”: “il volto dionisiaco dell’arte del Novecento, uomo della disobbedienza alle regole, fautore e interprete davvero della più dissacrante rivoluzione concettuale che l’arte abbia mai visto».
Ma non solo: il racconto della Web app, accompagnato da musiche originali appositamente composte, registrato con attori professionisti per la versione inglese, è arricchito da alcuni camei interpretativi di Paolo Valerio, che cita Magritte come Daan Roosgaarden, e dalle registrazioni originali di Vedova, di Chiara Dynys, dello stesso Luigi Carlon il collezionista e l’artefice di Palazzo Maffei Casa Museo, che ha voluto e saputo portare il suo universo d’arte da una dimensione privata e intima a una condivisione pubblica.
«Un servizio aggiuntivo che il pubblico attendeva e che credo soddisferà molto per l’alta qualità e la praticità – spiega Vanessa Carlon direttrice di Palazzo Maffei Casa Museo -. Gabriella Belli dà un contributo unico e prezioso alla comprensione di opere, movimenti artistici, contesti e relazioni e poi volevamo assicurare un’elevata accessibilità ai contenuti e per la semplicità d’uso questa Web app agevola l’accesso all’esperienza culturale anche alle persone con disabilità visive».
«È davvero interessante – chiosa Gabriella Belli – che Nannucci abbia saputo, dopo aver visitato il palazzo e il nuovo allestimento museografico, interpretare così bene quello che il visitatore vedrà percorrendo le sale...una nuova visione, un modo diverso di leggere la storia dell’arte, che, come vedrete, ci porterà a scoprire orizzonti nuovi e ad avere nuove conoscenze, ma anche diverse interpretazioni della storia dell’arte stessa».
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