Nabucco, stasera il dramma nel ricordo di Attilio Colonnello

Settima recita del capolavoro verdiano stasera per il 98° Arena di Verona Opera Festival 2021. La rappresentazione è dedicata alla memoria di Attilio Colonnello, regista e scenografo areniano.

Foto Ennevi
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Stasera, giovedì 26 agosto va in scena la settima e penultima rappresentazione di Nabucco, capolavoro di Verdi e dramma corale tra i più amati. Nel prestigioso cast internazionale debutta Maida Hundeling come perfida Abigaille. Il nuovo allestimento riporta alla luce la vicenda del dramma corale narrato da Solera e Verdi: la storia di un popolo assediato, deportato in schiavitù in terra nemica e lì condannato a morte, come avvenuto anche negli anni ’40. Senza alterare la musica, Nabucco torna quindi a coinvolgere e commuovere, grazie anche agli eccezionali cantanti-attori, all’Orchestra e al Coro diretti da Daniel Oren. 

Come protagonista torna il baritono Amartuvshin Enkhbat, già acclamato nella serata inaugurale ripresa da RaiTv e prossimo al debutto a Londra e Madrid nel ruolo del re assiro Nabucco. Con lui torna il basso polacco Rafał Siwek come Zaccaria, guida del popolo ebraico insieme ad Ismaele, interpretato dal tenore Riccardo Rados; il mezzosoprano Annalisa Stroppa interpreta Fenena, figlia del tiranno che però si converte all’ebraismo, il baritono Nicolò Ceriani (Gran Sacerdote di Belo pronto a sostenere Abigaille per spodestare Nabucco), Carlo Bosi (Abdallo, ufficiale fedele a Nabucco) ed Elena Borin (Anna, sorella di Zaccaria). Per quest’unica data, il soprano tedesco Maida Hundeling veste i panni di Abigaille, figliastra di Nabucco e donna fatale del dramma, nonché ruolo dalla vocalità tra le più difficili di tutto il repertorio operistico. Daniel Oren dirige l’Orchestra della Fondazione Arena e il Coro preparato dal maestro Vito Lombardi. Un’occasione imperdibile per lasciarsi emozionare dalla grande Opera all’Arena di Verona in una forma insolita ma non meno vera. Lo spettacolo coinvolge solisti, Ballo, mimi e figuranti nel nuovo allestimento realizzato dal team creativo areniano in collaborazione con D-wok per le scenografie digitali e con immagini provenienti dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, ambasciatore di Bellezza e soprattutto testimone concreto dei frammenti di Storia rappresentata. 

La rappresentazione di giovedì vuole anche ricordare il recentemente scomparso Attilio Colonnello (1930-2021), pittore, scenografo, costumista e regista che ha firmato alcune delle più importanti produzioni della storia areniana dal 1962 al 1986. Proprio come scenografo di Nabucco esordì all’Arena di Verona, dove curò ben sedici titoli, ricoprendo anche la carica di direttore allestimenti, per poi riprendere la libera professione dalla Scala al Metropolitan e tornando infine con due memorabili opere-kolossal: I Lombardi alla prima crociata (1984) e Andrea Chénier (1986). Alla sua vita per il Teatro e l’Opera e al suo alto esempio artistico fiorito anche a Verona, Fondazione Arena e i suoi lavoratori dedicano questa serata del capolavoro giovanile verdiano.   

La grande opera all’Arena prosegue col ritorno di Aida (venerdì 27) e Turandot (sabato 28 agosto).

Dal 6 agosto, per l’accesso all’Arena di Verona si applicano gli obblighi di legge che prevedono l’EU Digital Covid Certificate (“Green Pass”) o altra certificazione.

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