Muti in Arena, Traguardi: «Bene, ma non dimentichiamoci la stagione 2020»

Il movimento civico sui progetti annunciati dal sindaco: «condividiamo l’entusiasmo, ma in attesa di ascoltare il Maestro Muti nel 2021, pensiamo alla prossima estate. L’all-in del Sindaco sui concerti in Arena è una scommessa rischiosa».

Traguardi

Il movimento Traguardi è reduce da un incontro – rigorosamente online, e ancora disponibile su Facebook e YouTube – organizzato domenica 17 maggio per ragionare sulla ripresa del settore culturale insieme ad eminenti esperti cittadini, da Paola Marini ad Andrea de Manincor, da Alberto Martini a Stefano Soardo. E la settimana scorsa ha presentato il suo manifesto, dove alla cultura è dedicato un importante capitolo.

Da queste proposte e riflessioni la presa di posizione di oggi: «Non possiamo che unirci all’entusiasmo del sindaco Sboarina per la notizia del giorno, la presenza del Maestro Muti in Arena il prossimo anno, dopo 41 anni dalla sua ultima direzione nel nostro anfiteatro – commenta Pietro Giovanni Trincanato, presidente di Traguardi – ma guardare lontano non può distoglierci dai problemi urgenti che il settore culturale, e lo spettacolo dal vivo in particolare, stanno vivendo. Ci prepariamo ad affrontare un’estate difficile come mai prima per la cultura e il turismo veronesi, ci vorrebbero idee e progettualità nuove mentre per ora non vediamo nulla di simile, ma solo un pericoloso azzardo sui “concertoni” da 3000 persone in Arena».

«Pensiamo che l’estate 2020 possa rappresentare per Verona un’occasione per sperimentare nuove soluzioni, puntando su contenimento dei costi e allargamento della proposta con un triplice beneficio: dare fiato a moltissimi artisti professionisti veronesi, capaci di realizzare produzioni di altissima qualità e tragicamente costretti a uno stop da troppi mesi, realizzare un calendario capace di rianimare l’offerta turistica anche in assenza del festival lirico, e fornire ai veronesi un programma ricco di tanti appuntamenti diffusi sul territorio e tarati su un numero limitato di partecipanti, per coniugare la fame di spettacolo e cultura con il legittimo diritto di sentirsi sicuri».

«Abbiamo tutti una gran voglia di tornare in Arena – prosegue Francesco Camerani, responsabile del gruppo cultura di Traguardi – ma non possiamo scommettere tutto su una speranza, che rischia di infrangersi sui limiti imposti da normative elaborate per la nostra sicurezza, non per farci un dispetto. La proposta di Traguardi, inserita anche nel Manifesto, va in questa direzione: non cancellare sul nascere il progetto Nel cuore della musica, ma affiancarlo con un calendario di eventi studiato insieme ad artisti e maestranze di Fondazione Arena e agli altri operatori della cultura cittadina, per coinvolgere tutto il mondo dello spettacolo dal vivo in un grande cartellone estivo che coinvolga un vasto pubblico suddiviso in cento eventi diversi. Verona è ricchissima di spazi che si presterebbero per esibizioni musicali, spettacoli di prosa o di danza, performance multidisciplinari da svolgersi in perfetta sicurezza, senza alte concentrazioni di pubblico difficili da gestire e che rischiano di spaventare alcuni spettatori».

«Verona non diventerà la città dell’opera disseminando statue di faraoni in tutti gli incroci e le rotonde – conclude Traguardi – ma diffondendo la musica nei quartieri, in modo capillare, accessibile e sicuro. Così si crea una cultura vera, il resto è solo un’imitazione di cartapesta».