Musica, torna Verona Beat

Oggi a Buongiorno Verona si parla di Verona Beat: la kermesse itinerante che è ripartita sabato scorso da Lazise con la Rugantino Band di Marco Attard in memoria di Renato Bernuzzi, il cantante dei Kings scomparso lo scorso anno.

La Rugantino Band verona beat
La Rugantino Band. Foto d'archivio

Oggi a Buongiorno Verona parliamo di musica, ma non di musica qualunque ma di Verona Beat: la kermesse itinerante che è ripartita sabato scorso da Lazise con la Rugantino Band di Marco Attard in memoria di Renato Bernuzzi, il cantante dei Kings scomparso lo scorso anno. La kermesse proseguirà fino al prossimo 28 agosto culminando in un evento al Teatro Romano in cui si riunirà il mondo beat veronese, dopo il rinvio dello scorso anno, per ricordare l’artista scomparso.

Giò Zampieri: «Una Verona Beat completamente dedicata a Renato dei Kings»

«Il Beat è una creatura di tanti anni fa, nata dai numerosi complessi che suonavano nelle cantine e nei garage nei primi anni ’60. Erano suonate tutte cover inglesi e americane che i nostri ragazzi di allora traducevano con parole loro con la musica che invece rimaneva quella originale» spiega Giò Zampieri, organizzatore di Verona Beat. «Verona Beat nasce nel 1983 ad opera proprio di Renato dei Kings».

Rugantino Band, Marco Attard: «Finalmente abbiamo ritrovato il contatto con il pubblico»

«La Rugantino Band nasce nel 1986, quando ho comprato un ristorante a Lazise con mia moglie. Lì è nato un ristorante musicale e così è cominciata questa avventura, chiamando tutti i miei vecchi amici di musica, tra cui uno dei primi fu proprio Renato Bernuzzi» spiega Marco Attard, frontman della Rugantino Band.

Alverio Merlo: «Verona si emoziona quando pensa a Reneto»

«La mia amicizia con Renato mi ha portato a conoscere Verona Beat, un mondo che ho sempre amato ma che non ho frequentato. Però la poesia è musica e la musica è poesia, un binomio incredibile. L’atmosfera delle serate di Verona Beat è un ritorno al passato, con emozioni e ricordi della nostra giovinezza» afferma il poeta Alverio Merlo.