Modus: il grido teatrale contro l’appiattimento digitale

«Bisogna distinguere lo sviluppo dal progresso» Andrea Castelletti, direttore di Modus, racconta l'importanza di proteggere il teatro nella sua forma originaria.

Una fucina artistica portante per il territorio veronese : si tratta della compagnia teatrale Impiria, che grazie ad un solido apparato organizzativo e progettuale è riuscita, nel corso di quindici anni, a toccare teatri di tutt’Italia, modellando anche luoghi non comunemente teatrali in veri e propri palcoscenici. «Dal 2018 abbiamo accolto la nostra realtà all’interno di un edificio abbandonato del comune di Verona, dando vita al teatro stabile Modus, centro che oltre a diverse rappresentazioni ospita conferenze, presentazioni e proiezioni cinematografiche» spiega il fondatore e direttore Andrea Castelletti. «Attualmente le compagnie teatrali che abitano Modus sono Impiria e la neonata Orti Erranti».

Lo spazio stabile di Modus

Il periodo attuale disegna una grave ferita, che attende di rimarginarsi nella speranza di una riapertura al pubblico in presenza. «Il pubblico ha comunque mostrato solidarietà e appoggio, grazie alle donazioni o all’adesione ad alcune nostre idee quali il Modus Bond, che dà la possibilità di acquistare preventivamente biglietti per spettacoli futuri, o ancora l’acquisto di pacchetti regalo che verranno “scartati” non appena riapriremo la stagione».

Andrea riprende nelle sue parole una giustizia che in questi mesi non è stata resa al teatro: «quello che si sta svolgendo non può e non deve essere definito spettacolo, poiché quest’ultimo è per definizione una forma comunicativa immediata perciò non fruibile attraverso lo streaming. Il teatro è fatto di persone in carne ed ossa perciò non può essere digitalizzato».

Se non col digitale, Modus ha comunque reso possibile la sua attività attraverso linguaggi inediti. Ne è d’esempio l’ultima iniziativa nata in collaborazione con Grezzanarte DONNA 4×4: «in occasione della festa della donna abbiamo realizzato un prodotto fruibile attraverso video, raccontando storie di donne eccezionali». Diversi artisti hanno affiancato al racconto radiofonico loro opere, “mettendo in scena” tre puntate in totale; «ringrazio il comune e l’assessore alla cultura di Grezzana, poiché con questo evento è stata data prova di una proposta online non teatrale, bensì realizzata in maniera differente, attraverso il video e le immagini».

Guarda l’intervista ad Andrea Castelletti

«Nella speranza di una riapertura stiamo organizzandoci per l’estate; diverse saranno le opere che vorremo portarvi e che sono già pronte». Le tematiche anticipate e che verranno rappresentate sono molto forti, riportano proprio immagini di questa lotta contro il depauperamento informatico, il che non invoglia al rifiuto totale della tecnologia bensì ad un uso differente rispetto alla deriva alla quale rischiamo di approdare. «Bisogna saper distinguere lo sviluppo dal progresso, spesso le due cose vengono confuse: il progresso mette al centro l’uomo, lo sviluppo mette al centro la tecnologia. L’appuntamento col nostro pubblico è con questi nuovi titoli, oltre ad altri vecchi titoli in repertorio, che come gruppo siamo in grado di offrire. Stiamo lavorando anche ad una rassegna estiva, Modus sotto le stelle. Vediamo se le condizioni ci consentiranno di tornare alla nostra operatività».

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