Marianna e Mauro Corona giovedì a “Soave Città del Libro”

Nell'ambito della quarta rassegna letteraria “Soave Città del Libro Estate”, organizzata dall'associazione SoaveCultura in collaborazione con il Comune di Soave, giovedì 15 luglio 2021 alle ore 21.00, presso Porta Aquila a Soave (Verona), si terrà l’incontro con lo scrittore Mauro Corona, che presenterà il suo libro “L’ultimo sorso” e con Marianna Corona (collegata in streaming), che presenterà il libro “Fiorire tra le…

Nell’ambito della quarta rassegna letteraria “Soave Città del Libro Estate”, organizzata dall’associazione SoaveCultura in collaborazione con il Comune di Soave, giovedì 15 luglio 2021 alle ore 21.00, presso Porta Aquila a Soave (Verona), si terrà l’incontro con lo scrittore Mauro Corona, che presenterà il suo libro “L’ultimo sorso” e con Marianna Corona (collegata in streaming), che presenterà il libro “Fiorire tra le rocce”.

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Sarà possibile seguire l’evento anche in diretta streaming sulla pagina Fecebook Soavecultura. L’accesso è libero e gratuito dalle ore 20.15, fino ad esaurimento dei posti disponibili, compatibilmente con le norme di sicurezza in materia sanitaria e si terrà anche in caso di maltempo, all’interno della tensostruttura. Collaborano con l’iniziativa le librerie Bonturi di San Bonifacio (VR) e Giunti Al Punto di Asiago (VI). Hanno contribuito: Generali Assicurazioni Tosetti, Rotary Club Verona Soave, Zordan Logistica e Uni.Co.G.E.

“L’ultimo sorso. Vita di Celio”

Una scrittura aspra, nervosa e autentica al pari del protagonista di questo romanzo, dietro le cui vicissitudini si legge in controluce l’autobiografia dell’autore, vero alter ego di Celio e solo testimone di un’esistenza che si fa simbolo di una terra sospesa nel tempo, in cui la solitudine, portata su di sé come una croce, sembra l’unico rimedio al contagio della miseria e del dolore. Rocciatore, taglialegna, scalpellino, minatore, apicoltore: chi è Celio? “Un niente” risponde lui, un semplice signor nessuno di un paesino sulle Alpi che è terra di nascita dell’autore. È lui a far rivivere Celio, a strapparlo all’oblio per renderlo personaggio vero, sfuggente, pulsante di idiosincrasie e contraddizioni.

Insofferente alle persone fino alla misantropia, il protagonista si rifugia in sé stesso, nell’ermeticità del dialetto ladino e nell’abbraccio ambiguo dell’alcol, che lo stringerà per tutta la vita, fino al delirio e alla morte. In Celio, conosciuto durante la problematica infanzia e quarant’anni più vecchio di lui, l’autore troverà un inaspettato mentore, una protezione dalle violenze perpetrate dal padre, una via d’accesso privilegiata ai misteri e alla saggezza della natura, rivelatasi solamente per lui. Nel racconto, Mauro Corona si riscopre bambino, mettendo nero su bianco le parole – sempre misurate, mai lasciate al caso – dell’anziano amico e compagno di bevute, alla ricerca delle radici di un male di vivere sempre scacciato e mai sopito, nel duro e apparentemente impenetrabile cuore da montanaro.

“Fiorire tra le rocce. La via dell’equilibrio quando la vita si fa ripida”

Il cammino di una donna per trovare il suo posto nel mondo e imparare a conoscere i limiti del corpo e il grande respiro dello spirito. Perché fiorire in una situazione precaria sembra impossibile finché non prendiamo esempio dalla natura. A Erto, il paese delle Dolomiti friulane segnato dalla tragedia del Vajont e amato dai climber per le sue magnifiche falesie, c’è una via di roccia che si chiama “Mari’s Bad Rock Day”: è dedicata a Marianna Corona, in ricordo del giorno in cui lei proprio su quella parete si bloccò, senza riuscire più a salire né a scendere. Ma Marianna ancora non sapeva che quella era solo una sorta di prova generale, in vista del passaggio ben più duro che la vita le avrebbe riservato nel 2017: la malattia, di fronte alla quale non c’è allenamento o tecnica che venga in soccorso, ma bisogna cercare dentro di sé le risorse per farcela.

Sì, perché la vita ha molto in comune con la montagna: è bellissima ma anche piena di rischi, ci chiede l’umiltà di mettere un passo dopo l’altro, di cercare gli appigli giusti, e soprattutto ci costringe a conoscere noi stessi, a dosare il respiro di fronte alle salite, a trovare un equilibrio prima di godere del panorama. In questo libro, che unisce una toccante testimonianza narrativa a una originalissima rivisitazione dei fondamenti della pratica yogica, una giovane donna coraggiosa ci racconta la sua infanzia in una famiglia molto speciale, l’incanto e la durezza del crescere tra le montagne, l’avvicinamento allo yoga e il suo grande respiro, la malattia come momento doloroso ma al tempo stesso capace di rivelare cosa conta davvero. Come osserva Mauro Corona, che di queste pagine è al tempo stesso lettore e protagonista, «sotto le foglie di una scrittura ironica si percepisce l’alito fresco della malinconia, humus positivo che nutre la speranza. Quando il mondo ci crolla addosso e tutto sembra perduto, esce la speranza nascosta in ciò che vedevamo ma non conoscevamo. Per fiorire tra le rocce serve quel tipo di humus». (Con un testo e le illustrazioni di Mauro Corona).

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