MARIO RIGONI STERN 'L'UOMO DELLA PACE'

Mario Rigoni Stern, l’immagine del coraggio e della speranza, ma anche della protesta. Sono questi i motivi del raccontare e del cantare di Bepi De Marzi e di Alessandro Anderloni che, con i loro cori – I Crodaioli di Arzignano e Le Falìe di Velo Veronese –, sono gli autori ed i protagonisti di una serata interamente dedicata alla figura del grande narratore di Asiago. Con <italic>Mario Rigoni Stern, l’uomo della pace</italic> va in scena, sabato 20 marzo alle 21, il quarto appuntamento della rassegna di musica e teatro <italic>Il Cielo Sopra Verona</italic>.

Lo spettacolo proposto al Teatro Stimate si snoda idealmente tra le pagine che narrano la tragica esperienza delle trincee del Don e della Ritirata di Russia, fino a quelle dedicate all’Altipiano di Asiago. Da Il sergente nella neve a Quota Albania, da Arboreto salvatico fino a Inverni lontani De Marzi e Anderloni leggeranno, a due voci, queste celebri pagine di storia e ne spiegheranno i motivi di ispirazione. Sul palcoscenico, i due cori intoneranno i canti che l’autore vicentino ha composto su queste tematiche, per rendere omaggio al celebre scrittore, nato ad Asiago nel 1921 e scomparso nel giugno del 2008.
«Prima che Mario Rigono Stern cada quasi definitivamente nella mani di chi ne strumentalizza il ricordo, in particolar modo il tormentoso mondo venatorio, vogliamo leggere e cantare il suo immenso desiderio di pace» spiega il compositore Bepi De Marzi, fondatore e direttore del coro che ha sede ad Arzignano, le cui musiche sono ormai intonate in tutto il mondo.

All’epopea degli alpini in Russia sono dedicati Joska la rossa, Nikolajewka e L’ultima notte degli alpini. Alle storie degli altipiani, quelli di Asiago e della Lessinia, si ispirano invece Cortesani, Improvviso, Volano le bianche. Attraverso le parole di Mario Rigoni Stern e i canti di Bepi De Marzi sarà condotta una riflessione sul messaggio di pace che nasce da queste storie di uomini e di animali, anche con provocatorie e amare incursioni nell’attualità.

Il prossimo appuntamento con Il cielo sopra Verona è in programma sabato 27 marzo, alle 21, e domenica 28 marzo alle 17, con la nuova produzione La Grande Guerra Meschina. Un racconto a tre voci – di Alessandro Anderloni (narrazione), Raffaella Benetti (canto) e Thomas Sinigaglia (fisarmonica) – che ripercorre e svela tabù segreti e taciuti della Prima Guerra Mondiale: l’indisciplina, l’ammutinamento, le diserzioni, le decimazioni sommarie e le vergognose coperture di cui godettero i responsabili della cosiddetta “giustizia militare di guerra”.

La rassegna, organizzata dall’agenzia Àissa Màissa e Le Falìe, gode del sostegno di Automotor. I biglietti per tutti gli spettacoli si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket e online su <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>.

Informazioni su <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link>, scrivendo a <mail=’mailto:lefalie@lefalie.it’>lefalie@lefalie.it</mail> o telefonando al numero 347.7137233. Parcheggio gratuito riservato agli spettatori con ingresso da via Tezone (dietro al Teatro Stimate).

Marta Bicego