Mario e Vittoria, da Verona ad Amazon Prime Video

I doppiatori e artisti Mario Giarola e Vittoria Rusalen, raccontano ai nostri microfoni l’iter di doppiaggio di "Girl Flu", il nuovo film in uscita su Amazon Prime Video.

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I doppiatori e artisti Mario Giarola e Vittoria Rusalen, raccontano ai nostri microfoni l’iter di doppiaggio di Girl Flu, il nuovo film in uscita su Amazon Prime Video.

Vittoria, tu sei diventata doppiatrice un po’ per caso, giusto?

Vittoria: Sì, faccio teatro da ormai sette anni, è stato un sogno che avevo sin da bambina. Solo che nella mia zona non c’erano corsi, e quando anni fa ne è partito uno a Bardolino mi sono iscritta di corsa. Un giorno mia mamma mi informa che a Verona tenevano un workshop di quattro ore sul doppiaggio, esortandomi a provare e ho deciso di lanciarmi. L’esperienza mi ha gasata, e proprio in quest’occasione ho conosciuto Mario, che mi ha proposto di rimanere e fare un provino per una voce di un personaggio da doppiare. Sono rimasta spiazzata, la mia voce è andata bene ed è iniziata quest’avventura.

Mario: Il film in questione aveva come protagonista di dodici anni. Trovare la voce di una ragazzina non è mai facile, a quell’età se non sei figlio di doppiatori è difficile avere una pulizia vocale e un timbro adatto. Vittoria aveva un timbro molto fanciullesco e ci stava alla perfezione e quindi abbiamo deciso di lavorare insieme.

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Quanto duravano le tue giornate di prova?

V: Dalle tre ore a tutto il giorno, ma ne è assolutamente valsa la pena, ho imparato tanto guardando gli altri doppiatori e facendo un sacco di esercizi. Poi una delle ultime settimane è arrivato il mio turno di mettermi in gioco, e abbiamo fatto un vero e proprio full immersion, dalle 9 alle 19. Però alla fine ce l’abbiamo fatta, la deadline è stata rispettata e sono contenta del risultato.

Ti saresti mai aspettata di arrivare al mondo del doppiaggio?

V: No, non credo. Io sono sempre stata portata all’ambito attoriale, mi piace esprimermi con il corpo e con il volto e quello è il mio elemento. Però, anche su consiglio di mia mamma, ho deciso di provare anche questo campo. Io sono da sempre innamorata del cinema e dello spettacolo, quindi quella del doppiaggio era una sfaccettatura di questo mondo che già mi affascinava e interessava: il consiglio di mia mamma mi ha solo spronato a fare una cosa che in realtà mi interessava già da sempre.

Passiamo a Girl Flu, il film che hai doppiato. Un film ironico, ma che affronta anche dei temi importanti…

V: Sì, racconta del ciclo mestruale in maniera leggera e proprio rivolto alle famiglie. È stato molto bello doppiarlo.

So che Mario ha qualche progetto in cantiere: a te invece piacerebbe continuare questa strada?

V: Assolutamente sì, è una soddisfazione enorme e mi diverte tantissimo, anche se a volte lavorare con me può essere frustrante! Mi trovo bene anche a lavorare con Mario. È poi un’importante rampa di lancio.

Ora per voglio sapere da Mario perché lavorare con Vittoria è così frustrante…

M: In realtà sembra una cosa negativa ma è molto positiva. Quando è il doppiatore a pretendere dalla sua esecuzione un livello di precisione quasi ossessivo, è sempre apprezzato. Significa che stai lavorando con una persona che riconosce gli errori e sa dove andare a lavorare. Con Vittoria abbiamo poi appena terminato un grande lavoro di doppiaggio, durato otto mesi, della serie animata Fixies, dove lei è la voce del protagonista. Lavorando insieme siamo cresciuti un sacco. Parlare di doppiaggio qui a Verona è quasi un atto coraggioso, è una città che sta mettendo le radici in questo campo soltanto in tempi recenti.

Leggi anche: Gaia Carmagnani, dal palco agli studi di doppiaggio

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