Mario Giarola (Blu): «Sono già al lavoro per Area Sanremo 2021»

Il cantautore veronese Mario Giarola è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare della sua carriera e della sua esperienza ad Area Sanremo 2020.

Ieri sera è iniziato Sanremo 2021, la 71° edizione del festival della canzone italiana. Un momento che è parte della tradizione di tutti gli italiani e che, nonostante la pandemia, anche quest’anno non si è fatto attendere e che riporta, per qualche giorno, la musica al centro di tutto. E anche Verona, nel suo piccolo, ha regalato al festival qualche chicca, nel corso degli anni. Tra i cantautori veronesi emergenti che sognano il palco dell’Ariston, c’è Mario Giarola (in arte Blu), che a dicembre 2020 è arrivato tra i finalisti di Area Sanremo e che ci ha parlato del suo nuovo disco e delle aspettative per la sua carriera.

Tu sei un cantautore, Mario. Innanzitutto, quindi, da dove viene la tua passione per la musica?

«Io canto da quando sono piccolo, io dico sempre che sono nato cantando. Ho frequentato l’accademia di alta formazione musicale di Verona in concomitanza con le scuole superiori, poi mi sono diplomato in grafica e comunicazione, sono scappato a Londra per sei mesi e da circa un anno e mezzo ho iniziato a scrivere dei testi miei».

E da dove viene il tuo nome d’arte?

«Prima dell’avvento dei social network c’erano i forum e io avevo un forum dedicato alla difesa degli animali e della natura e il mio nickname era “Blugoccia” e con il tempo questo forum è diventato abbastanza famoso e tutti mi chiamavano “Blu” e quindi non ho fatto altro che tenerlo. Soprattutto perchè Blu è un nome che non ha caratteristiche relative al genere, e la mia voce è la stessa cosa: una persona che la sente per la prima volta non capisce se è di un ragazzo o di una ragazza. Blu mi sembrava il nome perfetto».

A dicembre è uscito anche il tuo album d’esordio dal titolo “Io sognavo noi”. Cosa troviamo in questo tuo primo lavoro?

«Questo è il mio primo disco ed è autobiografico: racconto una storia che ho vissuto in prima persona. Mi piace raccontarlo così: immaginate di aver finalmente trovato quella persona che vi fa battere forte il cuore. Era da tanto tempo che la aspettavate. Stava andando tutto bene quando, di punto in bianco, a causa di un pregiudizio di un genitore, siamo costretti a chiudere i rapporti e le comunicazioni e a salutarci. Da qui il nome del disco “Io sognavo noi”».

Arriviamo poi anche a quello che è il focus di oggi, ossia Sanremo, perché tu sei arrivato tra i finalisti di Area Sanremo 2020. Che esperienza è stata per te?

«Questo è il secondo anno che partecipo ad “Area Sanremo”, che è un talent per le “persone normali”, quelle che non sono spinte da etichette discografiche, per tentare la fortuna. Io la trovo un’esperienza bellissima perchè a ottobre e novembre Sanremo viene invasa da tanti ragazzi miei coetanei e quindi conosci nuove persone, condividi la tua passione. La cosa bella poi è che è un percorso che dura più giorni ed è previsto anche un percorso di formazione, quindi ci sono diverse materie come presenza scenica, tecnica vocale. Si torna a casa con un piccolo bagaglio personale».

La canzone con cui sei arrivato in finale, “Vivere a metà”, che significato ha? Il video lo hai girato durante la quarantena come una sorta di video diario…

«Mi hanno comunicato di essere tra i finalisti proprio quando sono risultato positivo asintomatico al covid e mi hanno detto che volevano il videoclip della canzone entro una settimana, quindi mi sono chiesto: “Come faccio a fare il videoclip, che non posso uscire da camera mia?”. In questo video si parla di mancanza di affetto, di amore e quindi ho esasperato la quotidianità e quanto manca vivere nella normalità. Ho girato questo video che è un po’ pazzo ma sono soddisfatto».

E quindi quali sono i tuoi sogni per il futuro? Magari tornare a Sanremo?

«Il mio sogno, in questo momento, come artista e persona, è di tornare alla normalità. Io sono appena uscito con un disco e non vedo l’ora di poterlo cantare davanti a un pubblico. Non smetterò di fare Area Sanremo e sto già preparando qualcosa. Anche se, devo dire, è iniziata la corsa al serale di “Amici” e un altro sogno nel cassetto è quello, chissà, di arrivare lì».