“Marana”, il documentario veronese sull’autismo arriva a Belgrado

Marana, opera a quattro mani dei registi Giovanni Benini e Davide Provolo, avrà la sua anteprima internazionale il 7 settembre al Beldocs International Documentary Film Festival di Belgrado: il documentario è stato selezionato all’interno del concorso principale, insieme ad altre undici opere provenienti da tutto il mondo. Giunto alla sua tredicesima edizione e affermatosi come…

Marana, opera a quattro mani dei registi Giovanni Benini e Davide Provolo, avrà la sua anteprima internazionale il 7 settembre al Beldocs International Documentary Film Festival di Belgrado: il documentario è stato selezionato all’interno del concorso principale, insieme ad altre undici opere provenienti da tutto il mondo.

Giunto alla sua tredicesima edizione e affermatosi come uno dei più importanti festival di cinema del reale, Beldocs conferma il suo irrinunciabile appuntamento anche in questa stagione, spostando le proiezioni nella cornice storica dell’Anfiteatro all’aperto della Fortezza di Belgrado: qui saranno presentati i migliori documentari scelti tra opere europee e internazionali.

Marana ci trasporta nelle Prealpi italiane, a fine estate, presso la comunità per minori con disturbo dello spettro autistico di Villa Santa Rita, sita a Marana di Crespadoro nell’alto vicentino. Mirko e Max si incontrano nella foresta e avanzano nei luoghi dell’abbandono cercando di immaginare un possibile futuro, mentre Giorgia e Lorenzo vivono timidi momenti di intimità. Sullo sfondo la quotidianità dei giovani protagonisti capaci di vivere in equilibrio tra il reale e il fantastico: un viaggio nel mondo dell’autismo, dove l’adolescenza e il desiderio sono raccontati nel loro semplice divenire.

La partecipazione in concorso a Beldocs – che segue la selezione per la Media Library del 51. Visions du Réel (Nyon, Svizzera), – corona la sfida di un lavoro realizzato esclusivamente con forze indipendenti: prodotto dalle giovani case di produzione veronesi Puma Punka e Ezme Film, coprodotto da Diplomart (ente organizzatore del Bridge Film Festival di Verona) e Club Ambassador e supportato da MeA – Mosaicoeaias Soc. Coop, A.I.A.S. Valdagno Onlus, APS Famiglie Mosaico; Marana è stato sostenuto da una partecipata campagna di crowdfunding che ha permesso di completare un lavoro iniziato quasi cinque anni fa.

«Il progetto è iniziato nel 2015, grazie alla Lite Orchestra, Matias Campaci e Thomas Pizzini compositori ed esecutori della colonna sonora di Marana. I due musicisti avevano avviato un laboratorio sperimentale di musica elettronica con gli ospiti della comunità. Noi abbiamo iniziato a filmare le loro sessioni e presto ci siamo innamorati del luogo e dei ragazzi e abbiamo deciso di sviluppare un progetto di film – raccontano i registi -. Non eravamo, e tutt’ora non siamo, esperti sul tema dell’autismo ma abbiamo avvertito una connessione immediata con i protagonisti e abbiamo sentito la necessità di ritrarre l’atmosfera intensa e ipnotica di Marana».

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