Luca Ricci vince il premio Scrivere per Amore
Il 28esimo premio Scrivere per Amore ieri sera è stato vinto da Luca Ricci con I primaverili, edito da La nave di Teseo. La motivazione, decretata dalla giuria, è «Per aver messo a fuoco l’anti-amore contemporaneo, fatto anche di perdita di senso, di svogliatezza curiosa, di straniamenti ininterrotti. E desiderio, però. Con una lingua che sa somigliare alle cose che racconta». In finale con lui, Fabio Stassi con Notturno francese edito da Sellerio e Giusy Sciacca con D’amore e di rabbia edito da Neri Pozza.
Di cosa parliamo quando parliamo d’amore oggi? È l’interrogativo che da numerosi anni il festival Scrivere per Amore si pone, e a cui alla vigilia dell’edizione 2023 aveva risposto Ester Viola, presidente di giuria. «Dicono che il divario con il passato sia enorme, senza precedenti. Che tra noi e i noi di venticinque anni fa ci siano due mondi che non si guardano neanche in faccia. È arrivato l’internet di massa ed è stato come scoprire un altro fuoco, la vita di prima è preistoria nebbiosa. L’amore è cambiato? Sì, ma nessuno sa dire bene in che senso, un tentativo dovranno farlo gli scrittori».
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Luca Ricci, I primaverili (La nave di Teseo)
Un uomo che ha scritto un romanzo e una donna con una passione smisurata per Roland Barthes per quanto tempo possono ignorarsi se frequentano la stessa libreria di quartiere? Presto i due si baciano, in effetti, illuminati dal culto condiviso per i libri. Sembrerebbe una storia destinata a una qualche forma di felicità, eppure la bilancia non è in perfetto equilibrio. La donna sembra custodire un mistero che è anche un dogma intoccabile del suo cuore: spurgare il sesso dall’amore, pretendere un rapporto “bianco”. L’uomo saprà decifrare quel mistero – talvolta così fastidiosamente simile a un’imposizione – o ne rimarrà vittima? E il valore della castità, il tentativo di ritornare vergini così come si fa risalendo la corrente impetuosa di un fiume fino alla sorgente, saprà davvero purificare i sentimenti o non sarà piuttosto una capricciosa forma di idealismo? Mentre lo sbocciare della primavera romana viene descritto giorno dopo giorno nella stesura febbrile e puntigliosa di un diario intimo, la relazione dei due sembra dipanarsi soltanto per creare nodi e garbugli ancora più consistenti – come avviene spesso in amore, sempre nella vita.
Luca Ricci è nato a Pisa nel 1974 e vive a Roma. Ha scritto L’amore e altre forme d’odio (2006, Premio Chiara, nuova edizione La nave di Teseo, 2020), La persecuzione del rigorista (2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012), Fantasmi dell’aldiquà (2014), I difetti fondamentali (2017). Per La nave di Teseo ha pubblicato Gli autunnali (2018, in corso di traduzione nei principali paesi europei), Trascurate Milano (2018), Gli estivi (2020) e Gli invernali (2021). Insegna scrittura per Scuola Holden, Belleville, Scuola del Libro e Scuola Fenysia.

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