L’Odissea secondo Gioele Dix: questo mercoledì al Teatro Nuovo

Mercoledì 27 ottobre alle 21.00 torna in scena al Teatro Nuovo la rassegna Divertiamoci a teatro: ad inaugurarla sarà Gioele Dix, in replica fino a sabato, con il suo spettacolo "Vorrei essere figlio di un uomo felice", monologo ispirato all'opera di Omero.

Gioele Dix
Gioele Dix che inaugurerà la rassegna di quest'anno.

Mercoledì 27 ottobre alle 21.00 torna in scena al Nuovo la fortunata rassegna Divertiamoci a teatro. È la sua ventitreesima edizione. A inaugurare questa prima tranche di quattro spettacoli sarà Gioele Dix con Vorrei essere figlio di un uomo felice, sottotitolo L’Odissea del figlio di Ulisse, ovvero come crescere con un padre lontano. Lo spettacolo, prodotto da Giovit e scritto e interpretato da Dix, sarà replicato giovedì 28 e venerdì 29 alle 21.00 e sabato 30 alle 16.00 e alle 21.00. Giovedì 28 ottobre al Teatro Nuovo alle 18.00 Gioele Dix incontra il pubblico. L’ingresso è libero.

Divertente monologo che ruota attorno all’idea della paternità ignorata, perduta, cercata o ritrovata, Vorrei essere figlio di un uomo felice è una sorta di viaggio che usa come guida l’Odissea toccando liberamente, lungo il percorso, autori molto amati da Dix e legami con la sua storia familiare.

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L’Odissea secondo Dix

«All’inizio dell’Odissea – dice Gioele Dix – Ulisse è assente e lontano. A Itaca, nessuno sa se sia ancora vivo e se mai vi farà ritorno. Persino fra le vette dell’Olimpo regna l’incertezza, e gli dei discutono a lungo sulla sua sorte. Omero, come il più navigato degli sceneggiatori, sceglie di ritardare l’entrata in scena del suo primo attore. E con lui, l’apparizione di personaggi e avvenimenti strabilianti che renderanno indimenticabile il suo viaggio: la maga Circe, il ciclope Polifemo, il canto delle Sirene, la discesa nell’Ade, gli incantesimi della dea Calipso. Tutto accadrà, o meglio, verrà rievocato da Ulisse in una sorta di lungo flashback, dal quinto canto in poi. È forse per questo motivo che i primi quattro canti dell’Odissea sono meno conosciuti e frequentati. Eppure, in essi si racconta di un altro viaggio, meno spettacolare, ma altrettanto determinante: quello del figlio di Ulisse alla ricerca del padre. Un breve, ma intenso romanzo di formazione in cui il figlio del protagonista prova a uscire dall’ombra e imparare a crescere».

Dix prosegue: «Telemaco parte da Itaca sulle tracce dell’illustre e ingombrante genitore che non ha mai conosciuto, in un lungo itinerario per mare e per terra fitto di incontri rivelatori, durante il quale il giovane prenderà consapevolezza di sé e del proprio destino. E quando Ulisse e Telemaco finalmente si incontreranno, l’eroe invecchiato e sfiancato da una guerra inutile abbraccerà commosso il giovane uomo cui cedere il suo scettro. La figura di Telemaco incarna dunque la sorte di tutti i figli costretti a combattere per meritarsi – conclude Dix – l’eredità dei propri genitori».

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Il Teatro Nuovo. Foto d’archivio.

«Da tempo, anzi forse da sempre – ha scritto Sara Chiappori su la RepubblicaGioele Dix non è solo un comico. La sua è un’affabulazione elegante, esistenzialista, quasi jazz nel gusto per la variazione. In questo nuovo monologo entra in scena canticchiando I borghesi di Gaber, come a dire che spesso i padri dimenticano di essere stati figli, quindi passa a Omero, con un’Odissea commentata dal punto di vista di Telemaco, il figlio in attesa di un padre che non torna. C’è dunque Omero, letto anche in greco, ma ci sono soprattutto le molte note al testo: personali, letterarie, esilaranti. Chiose e postille umoristiche, ma non solo, in un divagare che ha il ritmo di una riflessione in corso. Ridiamo e ci inteneriamo per la goffaggine di Telemaco ma scopriamo anche il suo coraggio nel cercare di sbrogliare la pesante eredità paterna. Ci facciamo un’idea di che cosa facesse Ulisse con Calipso sull’isola di Ogigia, poi però compare Elena, non più giovane, così come la immagina Ghiannis Ritsos. Perché si ragiona anche della vecchiaia e della morte dei padri». E qui entrano in ballo Milan Kundera e Valerio Magrelli, ad accompagnarci verso la dedica finale, commovente.

In ottemperanza ai protocolli previsti per il teatro, per l’accesso agli spettacoli e all’incontro con Gioele Dix sarà necessario il green pass che sarà controllato all’ingresso, oltre alla temperatura. All’interno del teatro dovrà essere indossata la mascherina (chirurgica o FFP2) per tutta la permanenza, anche al proprio posto. L’impianto di aerazione (riscaldamento e raffrescamento) è dotato di sistemi di sanificazione che sfruttano l’azione combinata di lampade germicide ad alta efficienza (UVC) e di pacchi filtranti in materiale fotocatalitico. Questa sinergia consente di mantenere un elevato grado di salubrità dell’aria e delle superfici rendendo sicura la presenza in sala.

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