“Lo zoo di vetro”, a Verona il dramma senza tempo di Tennessee Williams

Il capolavoro di Tennessee Williams andrà in scena al Teatro Nuovo da martedì 14 a domenica 19 gennaio nell’ambito della 38esima edizione del Grande Teatro, la rassegna realizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Teatro Stabile di Verona.

La quarta opera in cartellone, dal 14 al 18 gennaio alle ore 20.45 e domenica 19 gennaio alle ore 16.00, è Lo zoo di vetro, capolavoro assoluto della drammaturgia americana firmata Tennessee Williams, con Mariangela D’Abbraccio, Gabriele Anagni, Elisabetta Mirra e Pavel Zelinskiy, regia Pier Luigi Pizzi, produzione Best Live / Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Lo spettacolo è inserito nella programmazione del Grande Teatro, la rassegna realizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Teatro Stabile di Verona.

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La storia

Siamo alla fine degli anni ‘30 del secolo scorso e la storia racconta le vicende della famiglia Wingfield composta dalla madre Amanda e dai suoi due figli, Tom e Laura, ragazza timida e claudicante. Abbandonata dal marito, Amanda deve affrontare le difficoltà, i timori e le ansie che le derivano dal desiderio di assicurare un futuro sereno ai suoi figli con un comportamento che oscilla tra il tenero e l’eccessivo. Laura, resa zoppa da una malattia e pertanto introversa e chiusa, è come intrappolata in un suo mondo di illusioni e passa tutto il suo tempo ad ascoltare vecchi dischi, leggere romanzi e soprattutto accudire una collezione di animaletti di vetro.

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Tom lavora in una fabbrica di scarpe per mantenere Laura e Amanda, ma la vita noiosa e banale che conduce (nonché la morbosa presenza della madre) lo rende irascibile. Il ragazzo tenta senza successo di diventare un poeta, e cerca conforto recandosi al cinema a tutte le ore della notte per vivere delle avventure almeno con la fantasia. Questo scatena l’ansia di Amanda, che teme suo figlio sia un alcolizzato come il padre. Cambiano a volte i ruoli ed è una madre ad avere certe pretese ma non cambiano i desideri, ben diversi e non ricambiati.  Sogni, paure, sentimenti, rimorsi, oppressione, illusioni, è un testo che tocca l’anima e ci ricorda cosa significhi inseguire la propria vocazione.

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Protagonista una splendida Mariangela D’Abbarccio, l’attrice napoletana che ha debuttato in teatro diretta da Eduardo De Filippo ed è diventata protagonista del teatro italiano lavorando con Giorgio Albertazzi e con una lunga collaborazione con Dacia Maraini. È anche volto noto grazie a molte interpretazioni sia al cinema (diretta tra gli altri da Zeffirelli, Benigni, Veronesi), che per la tv con film, mini-serie e soap opera (Un posto al sole)

Pier Luigi Pizzi

Il regista a Verona è di casa. Classe 1930, svolse dapprima attività di scenografo e costumista per i principali teatri lirici e di prosa italiani, per poi passare anche al cinema e alla televisione. Nel 1977 Pizzi decise di passare anche alla regia, iniziando così un capitolo tutto nuovo e particolarmente fecondo della sua attività artistica che lo portò più volte a Verona, come regista di opere liriche in Arena. 

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