“Lo Scrittoio” di Verona compie trent’anni e organizza una mostra sulle stilografiche

Fino al 22 novembre in mostra nello storico negozio di Corso Porta Borsari l’eccellenza della penna italiana, in collaborazione con Aurora e con il Museo della Scrittura di Torino.

Lo scrittoio mostra Verona
La vetrina de Lo Scrittoio di Verona

Per chi ama la scrittura la storica bottega di Verona Lo Scrittoio, in Corso Porta Borsari 18, rappresenta un punto di riferimento irrinunciabile. Ed è una tradizione cittadina e non solo che dura da trent’anni esatti, da quando cioè Mario Caffarelli, rappresentante di penne Aurora, decise di aprire in pieno centro una bottega delicata e che sembra sospesa nel tempo, un luogo dedicato a chi ama ancora la lentezza e il garbo di una penna stilografica, la casa perfetta per tutte le sue penne. 

Trent’anni dopo sono i figli Matteo e Patrizia a portare avanti la tradizione, in un mercato mutato e molto complesso, che si rivolge a un target un po’ diverso rispetto al passato. Ma Lo Scrittoio resiste e si innova, restando punto di riferimento per tutti gli amanti del profumo di inchiostro e carta e di una tradizione che permane nel tempo. 

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Lo scrittoio

La mostra

Per celebrare i trent’anni, con un vernissage dedicato ad autorità, giornalisti e clienti abituali, Lo Scrittoio ha lanciato una mostra di dieci giorni realizzata in collaborazione con Aurora, storica azienda di penne nata nel 1919, che in collaborazione con Officina Scrittura, il primo Museo del Segno e della Scrittura aperto a Torino esporrà più di 40 penne stilografiche d’epoca dal valore inestimabile, in parte proprietà del museo e in parte provenienti da collezioni private e oggi introvabili, come ad esempio una R.A. – Rientrante Aurora, primo modello Aurora degli Anni ’20 – , una Internazionale originale Anni ’30, la Etiopia del 1936 il più raro e ricercato fra i modelli Aurora, una 88 del 1952 (prima serie) progettata da Marcello Nizzoli, e poi ancora Hastil e Thesi degli Anni ’70, progettate da Marco Zanuso ed esposte anche al MoMa di New York, e molte altre ancora. L’esposizione è gratuita e aperta al pubblico fino al 22 novembre.

«Oggi sono pochissime le realtà come la nostra nel mondo – racconta Matteo Caffarelli –. La tecnologia ha portato una modifica sostanziale del mercato a cui noi abbiamo saputo adattarci puntando tutto sulla qualità e la ricercatezza. Infatti la penna e la scrittura mantengono un fascino e un legame con la storia che non possono essere sostituiti da alcun software. E Lo Scrittoio ha saputo rinnovarsi, restando punto di riferimento per la fornitura di ufficio di qualità per i veronesi e uno dei pochi luoghi dove si possono trovare penne in edizione limitata ricercate in tutto il mondo».

Infatti le penne da collezione hanno un mercato in crescita costante. «Negli ultimi anni, il desiderio di tornare a comunicare con personalità e a ricercare il rapporto one-to-one ha determinato il desiderio di tornare all’uso della penna e della grafia di pugno – conclude Caffarelli – e la ricerca di qualità nell’uso e nella scelta della penna particolare ha incrementato moltissimo il giro d’affari del mercato collezionistico».

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