Linguaggi e mondi diversi: la proposta al Camploy de L’Altro Teatro
di Alice Martini
Incontrarsi così come si è. Questo l’invito che ieri sera il nuovo direttore artistico delle rassegne teatrali a Verona, Fabrizio Arcuri, ha rivolto al pubblico presente al Teatro Camploy per la presentazione de L’Altro Teatro, Come as you are.
«Per considerare un teatro come una casa di tutti, in cui ognuno possa fare qualcosa – ha esordito sul palco – così come tutti insieme abbiamo collaborato nella performance iniziale partecipativa “Steli” di Stalker Teatro: esperienza condivisa che intreccia corpi, sguardi e voci».
Primo ospite Enrico Castellani, in rappresentanza di Babilonia Teatri, per lo spettacolo “Foresto” (13 novembre) tratto da “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès, per la quale si è occupato dell’adattamento in dialetto veronese. «Un viaggio per ricominciare a pensare di aprire le porte al teatro e agli altri – dice – considerandolo come già detto un luogo per voci e pensieri diversi. Condivisione di pensieri e di agire che vede nelle differenze le più grandi ricchezze. La storia di un uomo che cerca umanità nella sua “diversità”, essendo sordo, una vicinanza e attraverso il teatro e la danza si concretizza».
A seguire Marco Mengoni, di Anagoor, ha presentato “Baccanti”, che sarà in scena il 4 dicembre. «Una dimensione che vuole riconoscere l’altro da sé – spiega – all’accoglienza e ai meccanismi che una comunità, in questo caso di donne, accoglie lo straniero. Un parallelismo anche alla società patriarcale maschilisti e al capitalismo. La cosa più bella è che i dieci attori sono giovanissimi, neodiplomati dell’Accademia Carlo Goldoni del Veneto».
Ritorna a Verona dal 2008 Davide Enia con “Autoritratto”, il 16 gennaio 2026, in un ricordo personale della “sua” Palermo nel fenomeno della mafia, «ma in particolare una autoanalisi – racconta Arcuri – dei silenzi e gesti quotidiani di chi è cresciuto in una terra segnata dal potere e dalla paura». Un ritorno molto atteso è invece “L’angelo del focolare” (29 gennaio) di Emma Dante, un racconto di femminicidi e patriarcato, «di come le relazioni a volte possano essere nocive – aggiunge – spettacolo che è anche al suo debutto, quindi molto atteso».
I cento anni dalla nascita di Dario Fo danno spazio all’omaggio di Giorgio Gallione, interprete principale di “Morte accidentale di un anarchico”, il 5 febbraio, che prende spunto dalla morte di Giuseppe Pinelli, l’anarchico precipitato dalla finestra della Questura di Milano durante le indagini sulla strage di Piazza Fontana. Del direttore del Teatro Stabile di Torino, Leonardo Lidi, è lo spettacolo del 26 febbraio “Come nei giorni migliori”, «che si cimenta su un testo che parla di una storia d’amore omosessuale – spiega Arcuri – nella costruzione quotidiana della loro vita, in piccoli frammenti della relazione». Infine “Mio eroe”, di Giuliana Musso, che utilizza la potenza della scrittura delle lettere delle madri dei soldati, per raccontare storie di guerra, in particolare degli italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001–2014).
Il 16 aprile sarà in scena “Paradiz”, di Matteo Spiazzi, andato in scena la prima volta in Bielorussia, storia di un gruppo di anziani in una casa di riposo. «Un racconto sull’importanza della vita e delle relazioni degli anziani – racconta Spiazzi – con le maschere espressive e particolari di Alessandra Faienza, particolare perché senza parole, un modo questo per rendere davvero il teatro universale». Infine “La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza”, del 30 aprile, portato dalla compagnia Les Moustaches, che racconta il la determinazione e la speranza di un ragazzo considerato non fisicamente adatto a ballare, coronare infine il suo sogno.
L’Altro Teatro – Danza
«Una critica al consumismo e l’esigenza di portare un “corpo scaduto” sul palco, una denuncia e un ragionamento con il pubblico – spiega Laura Moro presentando la parte di danza nella sua “Machina Mater” in scena il 19 febbraio – una provocazione che esplora la maternità come blueprint primordiale, per cui sono molto grata. Un lavoro che si lega molto anche con “Baccanti”, grazie alla musica di Mauro Martinuz».
In stile “talent show”, come fosse un gioco e di come ci si senta rappresentati a fatica in società, è la riflessione di “Amleto” di Collettivo Cinetico (23 gennaio). Uno stesso concetto che viene ribaltato, nel gioco di ruoli, in “Asteroide” di Marco D’Agostin (12 marzo), mentre invece il famoso coreografo Michele di Stefano porterà un’idea di overturism nell’esplorazione di linguaggio del collettivo MK in “Panoramic Banana”, l’11 dicembre.
L’Altro Teatro City e Verona Passione Teatro
«Un dialogo con il pubblico e le realtà di Verona – ha spiegato l’attore Solimano Pontarollo – un’alleanza straordinaria e solidale tra tutte le compagnie professionali della città, per una proposta variegata che trova la sua ricchezza nelle sue differenza. Parte il 14 novembre, fino al 29 aprile». Verona Passione Teatro, rassegna organizzata dalla Direzione Cultura Turismo e Spettacolo, vede protagoniste le 19 compagnie amatoriali del territorio veronese che, dal 8 novembre 2025 al 24 maggio 2026, porteranno in scena un ricco programma all’insegna del divertimento e della comicità.
Le novità
L’Altro Teatro Extra
Cinque incontri, per una nuova sezione di teatro, in cui saranno ospiti oratori speciali per dialogare con il pubblico e lo stesso Arcuri sui macro temi affrontati quest’anno nelle rassegne.
La Città del Jazz
«Il 2026 sarà all’insegna di Miles Davies – spiega Marco Pasetto – una rassegna che sarà dedicata all’evoluzione del jazz. Con tanti ospiti internazionali».
In Evidenza
A Cologna Veneta un incontro pubblico sul biometano e la transizione ecologica

Giornata ecologica regionale 2026, focus sulle api: stanziati 100mila euro

Il Veneto terzo in Italia per riciclo RAEE: 22.800 tonnellate gestite da Erion WEEE nel 2025

Aria inquinata, Veneto e Verona ancora insufficienti

“Materia Viva” al Teatro Santa Teresa: una serata dedicata al riciclo dei RAEE

Si accende la CER di Povegliano Veronese: via libera dal GSE

“Rifiuti preziosi” in tasca e in casa: Amia lancia la campagna di raccolta RAEE

Cicloturismo: in Italia si comprano meno bici ma si pedala di più

Gli abeti di Natale buttati? Ora avranno una nuova vita







