L’Inferno di Dante sull’etichetta dell’Amarone

Una speciale etichetta di Amarone dell’Azienda Secondo Marco dedicata alla mostra multimediale "Il mio Inferno. Dante profeta di speranza".

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Un Amarone dedica l’etichetta alla mostra “Il mio inferno. Dante profeta di speranza”

Un Amarone, Dante e la creatività di un noto illustratore. A suggellare questo incontro d’arte e di sensi è l’etichetta speciale che Gabriele Dell’Otto, fumettista che vanta collaborazioni internazionali con la Marvel e le cui illustrazioni sono visibili alla mostra multimediale “Il mio Inferno. Dante profeta di speranza”, ha realizzato per l’Azienda Secondo Marco.

Sarà presentata alla fiera Vinitaly e tra gli appuntamenti di Vinitaly And The City, lunedì 11 aprile (alle 18) presso la Loggia di Fra’ Giocondo nell’evento “Versi divini, divini versi” con la partecipazione di Franco Nembrini, curatore della rassegna visitabile fino al 29 maggio presso il Bastione delle Maddalene (in vicolo Madonnina, a Verona).

La cantina Secondo Marco nata a Fumane nel 2008, per volontà di Marco Speri, ha scelto un numero limitato delle sue bottiglie più prestigiose di Amarone 2013 Docg per sostenere il progetto della rassegna che è pensata per coinvolgere le giovani generazioni. L’evento è organizzato da Associazione Rivela con Comune di Verona, Casa Editrice Cento Canti e Diocesi di Verona.

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Il mio inferno Dante Alighieri Divina Commedia
Canto IV. Il Limbo

L’etichetta

L’immagine sull’esclusiva etichetta dell’Amarone raffigura Dante, sperduto in una “selva oscura” (“Inferno”, Canto I), che cerca di uscirne risalendo le pendici di un colle, ma gli si fanno incontro tre belve che lo ricacciano indietro. A questo punto incontra Virgilio che, dopo essersi presentato e aver ascoltato la sua richiesta, gli propone di uscire dalla selva per un’altra via, attraversando tutto l’aldilà.

Il vino

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A fregiarsi dell’etichetta illustrata è un Amarone 2013 Docg, prodotto da varietà (40% Corvina, 45% Corvinone, 15% Rondinella) provenienti da vigneti situati nel lato sinistro della vallata di Fumane, ad un’altitudine di 170 metri s.l.m, su terreno argilloso-calcareo e con sistema di allevamento a pergoletta Y.

La vinificazione avviene per selezione manuale dei grappoli più pregiati, seguita da messa a riposo di circa 120 giorni. Inizia con una pre-fase di macerazione svolta a temperature basse, alla quale segue successivamente una fermentazione (in presenza di bucce) spontanea, senza l’aggiunta di alcun lievito per oltre 90 giorni.

L’affinamento per 48 mesi è in botti di Rovere di Slavonia da 50 Hl e successivi 12 mesi di affinamento in bottiglia.

L’esito è un vino con forza ed equilibrio, di colore rosso rubino con riflessi granati. Porta al naso sentori di amarena, prugna e spezie. Al palato è complesso, avvolgente e asciutto; armonico ed elegante, si presenta bene all’invecchiamento. È indicato con secondi piatti di carni rosse come brasati e cacciagione, ma è ottimo anche con formaggi stagionati.

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La mostra

Il mio Inferno. Dante profeta di speranza” è un percorso multisensoriale con proiezione di immagini, video e suoni per accompagnare i visitatori a rileggere il Sommo Poeta attraverso le riflessioni del saggista e pedagogista Franco Nembrini e le illustrazioni di Gabriele Dell’Otto.

Affiancati da guide e tutor adulti dell’associazione Rivela, a fare da ciceroni sono 100 studenti del triennio di 10 scuole secondarie di secondo grado: gli istituti Guardini, Agli Angeli, Marco Polo, Seghetti, Don Bosco, Giberti, Maffei, Alle Stimate di Verona; Bagatta di Desenzano e Fermi di Salò. Gli studenti dello IUSVE di Verona si occupano dell’attività di comunicazione e dei social.

Guida d’eccezione, come Virgilio per Dante nel suo passaggio agli inferi, è NAO: il robot umanoide programmato dagli studenti dell’istituto Alle Stimate con le articolazioni di un essere umano e sensori che, grazie all’Intelligenza Artificiale, lo rendono capace di dare feedback emotivi e spiegazioni sui contenuti della rassegna.

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Tunnel e cunicoli accolgono le 35 le tappe della rassegna: il legame tra Dante Alighieri e Verona, dove fu accolto nel suo esilio (prima dal 1303 al 1304, poi dal 1313 al 1318); il vagare per la “selva oscura”, dove il poeta incontra Virgilio, il passaggio della Porta dell’Inferno; gli incontri, tra gli altri con Paolo e Francesca, Cerbero, Farinata Degli Uberti e Lucifero.

Qui il Sommo Poeta è profeta di speranza: interlocutore credibile e contemporaneo, capace con le sue parole e i suoi esempi concreti di porre chi osserva di fronte al desiderio di felicità, per affrontare con speranza e coraggio il “proprio inferno”.

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Guarda l’intervista a Franco Nembrini su Radio Adige Tv

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