Lezioni di danza online per gli anziani

In questo periodo d’emergenza sanitaria ARTE3 ha portato avanti DANCE WELL Verona: con l’energia e l’entusiasmo che proprio i “well dancers” (la cui età va dai cinquantacinque agli ottanta anni) hanno infuso nel progetto. Le attività di Dance Well si sono così adattate alla situazione attuale e hanno organizzato corsi di danza su Zoom.

L’obiettivo primario è stato quello di continuare a coinvolgere a distanza le persone che avevano partecipato ai primi sei incontri nello splendido scenario del Museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta. È nata così Digital DANCE WELL.

Il primo passo è stato la nascita di Gocce di Dance Well: periodiche e-mail agli iscritti relative alla storia di Dance Well (dalla nascita negli States all’arrivo in Europa) con curiosità e testimonianze video. Il desiderio, al di là delle informazioni, era quello di tenere vivi i rapporti con gli iscritti. Ma la comunicazione via e-mail non bastava: Dance Well è infatti in primo luogo movimento, emozione, empatia, condivisione e inclusione. È nato così (in sintonia con gli altri centri Dance Well in Italia, in primis Bassano) un gruppo WhatsApp. Grazie a familiari e parenti anche i “well dancers” che non avevano dimestichezza con i cellulari o non ne possedevano modelli recenti sono stati coinvolti nell’iniziativa: hanno così potuto visualizzare i filmati realizzati dalle insegnanti e ripeterne, standosene a casa, i movimenti. Mancava ancora un tassello: la condivisione di gruppo sul web. Sempre grazie a familiari (e con l’assistenza telefonica delle insegnanti) si è allora deciso di ricorrere a un’applicazione nata per le videoconferenze. Installata su computer e cellulari, è stato così possibile riprendere e proseguire regolarmente con le lezioni del venerdì mattina. La prima è stata venerdì 10 aprile. La seconda si è svolta oggi, venerdì 17 aprile. Le lezioni sono tenute da Maria Irene Venturini, Aurora Sbailò e Marcella Galbusera. L’appuntamento settimanale, che proseguirà nei prossimi mesi, è seguito da una quindicina di persone.

Nel frattempo il Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università di Verona che è partner di Dance Well, sta contattando i “well dancers” per interviste finalizzate a un monitoraggio scientifico del progetto.

Ecco le considerazioni di alcuni dei “well dancers” che hanno partecipato ai primi due incontri in streaming. I loro sono nomi di fantasia attinti dalla mitologia.

Priamo: «Ognuno di noi sta vivendo giorni imprevedibili di angoscia… Sdrammatizziamo questi momenti così turbolenti pensando a come sarà bello ritornare a fluttuare con Dance Well nello stupendo scenario del museo. Grazie  a tutti coloro che rendono possibile questa salutare realtà».
Arianna: «Grazie, grazie… Trovo in questa pratica, per quanto organizzata sul web, un grande beneficio motorio. Ciao!».
Diomede: «Oltre alla terapia farmacologica del Parkinson viene consigliata attività fisica… Dance Well aiuta a migliorare lo stato del benessere fisico e mentale».
Artemide: «È stato piacevole, è stato come essere lì con voi, grazie alla vostra voce, alla vostra immagine, alla vostra presenza pregna di leggerezza, danza, meraviglia, libertà e fantasia. Un immenso grazie. Questa iniziativa web fa bene al cuore e nutre l’anima di gioia e serenità».
Calcante e Leda: «Complimenti alle nostre splendide teachers. In questo periodo di lontananza fisica ci permettete di rivivere le belle sensazioni sperimentate durante gli incontri al museo».

«Per il dopo emergenza, e quando la situazione sanitaria lo permetterà, riteniamo – dice Marcella Galbusera, responsabile di Arte3 – che sia importante rilanciare l’attività di Dance Well come se si trattasse di un nuovo inizio, cercando di coinvolgere il maggior numero di persone possibili, di infondere fiducia e di creare eventi collegati al progetto che rafforzino la posizione di Dance Well sul territorio. Stiamo intanto valutando la possibilità di poter svolgere gli incontri in luoghi aperti e di valore artistico della città, se lo svolgimento della pratica presso il Museo degli Affreschi non potesse garantire le regole di sicurezza.

In una fase successiva, prevediamo – conclude Galbusera – di poter dare vita a ulteriori eventi programmati prima dell’emergenza in collaborazione con i nostri partner e con altre realtà del settore».