“Le Sedie” di Ionesco, la farsa tragica di estrema attualità al Modus

Da domani, e fino a lunedì 1° maggio, andrà in scena al Teatro Modus di Verona lo spettacolo "Le Sedie", ispirato all'omonima pièce di Eugène Ionesco.

Le Sedie Eungène Ionesco Modus Verona
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Torna in scena al Modus di Verona il Teatro Impiria con “Le Sedie” di Eugène Ionesco, sabato 29, domenica 30 e lunedì 1° maggio alle ore 21.

Il cast

Lo spettacolo si propone come una farsa tragica di incredibile attualità per questi infausti tempi nostri, magistralmente interpretato da Gherardo Coltri, accompagnato da Michele Vigilante e Thomas Zanoni, con Laura Murari come acting coach, per la regia di Gherardo Coltri stesso. 

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La storia

Due personaggi, il vecchio e la vecchia, preparano freneticamente le sedie per una conferenza che rivelerà le scoperte del vecchio sul senso della vita. Gli ospiti invitati sono tutti, ovvero tutte le persone del mondo. Attraverso due soli attori in scena si fanno vivere una miriade di personaggi. Lo spettacolo è un tentativo di andare al di là dei limiti del dramma.

Utilizzando la parodia e l’eccesso, la commedia – a tratti comica, a tratti grottesca, a tratti drammatica –  pone al centro l’uomo nel suo problematico e conflittuale rapporto col mondo, che minaccia di opprimere la sua spiritualità e individualità. L’ironia e il tono caricaturale sono lo strumento con cui viene esorcizzata tale disperazione.

«Bisogna essere disperati per arrivare a un barlume di verità». Ecco che la comicità di Ionesco può apparire uno sberleffo: testimonia, mistifica e grida lo smarrimento e le sue paure, atteggiate talora baroccamente talora infantilmente. Con una costante tensione sperimentale nella struttura e nei modi del linguaggio teatrale, il lavoro di basa più che su una trama ed azioni, su giochi di parole spesso a lambire il nonsense, in una forma teatrale che mette soprattutto in evidenza l’incapacità dell’uomo a comunicare, a capirsi e a capire l’altro. Teatralmente l’invenzione è spericolata. Attraverso il linguaggio, i gesti, la recitazione, gli accessori si va ad esprimere il vuoto, l’assenza, i rimpianti, i rimorsi, l’irrealtà del reale, il caos originario. Ionesco, uno dei massimi esponenti del Teatro dell’Assurdo, definì il mondo e la condizione umana con un solo aggettivo: assurdi.

Prenotazioni su modusverona.it, informazioni al tel. 392 3294967, info@modusverona.it.

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