L’anima fluviale di Parona

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, ci ha parlato della frazione veronese di Parona: un luogo che fino al 1927 era conosciuto come "Parona all'Adige" e che rappresentava l'ultimo porto fluviale prima di entrare in città.

Fino al 1927 Parona era un comune a sè, che si trovava fuori dalla città di Verona e che viveva letteralmente sul fiume Adige. Ora Parona è una frazione scaligera, ma la sua lunga storia, che parte addirittura dai tempi dei romani, merita di essere raccontata e approfondita. A parlarcene è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

«Parona è nella zona verso la Valpolicella. Le prime attestazioni del nome del luogo arriva dal latino “Parronius”, quindi dai tempi dei romani. Perchè da quella zona passava la via Claudia Augusta, ossia l’attuale strada del Brennero. Il nome Parronius indica quel luogo dove ci sono dei sassi vicino al fiume» ha spiegato Davide.

Lo stemma di Parona all’Adige

«Lo stemma del comune di Parona all’Adige era una barca, perchè Parona era l’ultimo porto prima di entrare nella città di Verona. Per entrare a Verona e portare le merci bisognava passare per la Torretta della catena. Quando la catena era chiusa le barche si fermavano nel porto di Parona. Nella zona del porto c’era anche un traghetto che faceva la spola da una parte all’altra e si chiamava “passo volante” e si pagava una piccola quota per attraversare il fiume e andare da Parona a San Massimo all’Adige. L’anima di Parona era sul fiume, perchè tutto il commercio dal Brennero e dal Centro-Europa passava dal porto di Parona, finchè venne costruita la ferrovia e il ponte ferroviario nel 1858, durante l’impero austriaco. Il ponte è lungo 100 metri e ha cinque campate, quindi era innovativo per l’epoca».

Il porto di Parona

«Durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale il ponte e Parona furono distrutti. E per dare una casa alle persone che l’avevano persa furono costruite delle baracche provvisorie lungo Lungadige Attiraglio. Una cosa particolare è che c’era un regolamento emanato dal CLN della Valpolicella in cui si diceva che sarebbe stato dato un premio di mille lire a chi avrebbe abbellito in maniera bella la propria baracca».

Tra gli aneddoti di questa frazione, uno di questi riguarda la Seconda Guerra Mondiale: «Nel maggio 1938, invece, Parona fu imbandierata a festa perchè Hitler doveva scendere a Roma per la visita con Mussolini e siccome doveva passare per forza dal ponte di Parona, il paese fu imbandierata a festa con le bandiere dell’Italia fascista e della Germania nazista, perchè Hitler quando passava con il treno era seduto proprio in direzione di Parona».