“La vita nell’acqua”: presentato il docufilm dedicato a Lessinia e Val d’Adige
«Parliamo di un docufilm che racconta e fa conoscere a fondo la Lessinia e il Baldo Val d’Adige partendo direttamente dai loro corsi d’acqua. Si tratta de “La vita nell’acqua”, scritto e girato dal regista veronese Mario Vittorio Quattrina. È un vero e proprio viaggio a 360 gradi tra la natura e le attività umane che hanno caratterizzato questi territori nel corso dei millenni: risorgive, mulini, fontane e vasche. Ora sono state racchiuse in un’opera originale e molto curata dal punto di vista scientifico, la quale può dare un ulteriore slancio a queste zone». Così la Consigliera Regionale Alessandra Sponda (Lega-LV) ha introdotto il docufilm, alla conferenza stampa di ieri mattina a Palazzo Ferro Fini, assieme all’autore ed al suo consulente dott. Alessandro Norsa.
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«Nessun aspetto viene trascurato – aggiunge Sponda -. “La vita nell’acqua” descrive i borghi lungo i fiumi e i canali; descrive pure i mulini, necessari per produrre il pane alla base dell’alimentazione, e le segherie, alla base di tante attività umane, ma soprattutto la caratteristica “Via della lana”. Senza dimenticare la parte relativa alla geologia, perché le vallate in questione sono state forgiate dai corsi d’acqua e dal ritiro dei ghiacciai; si tratta di processi avvenuti in milioni di anni, ma tutt’ora visibili in molte rocce: pensiamo solo ai fossili di Bolca o alle cascate di Molina, per non parlare delle grotte e dei fenomeni carsici in atto. Il tutto attraverso un corredo molto fitto di curiosità e aneddoti che rendono il docufilm ulteriormente accattivante, come le leggende relative a “fade” e “anguane”».
«Non per caso – prosegue la consigliera – l’intento del regista è creare un prodotto di alto spessore culturale che sia, comunque, adatto a tutti. Va da sé che “La vita nell’acqua” costituirà un veicolo importante di promozione turistica, da presentare nel corso del 2024 sia al Senato della Repubblica che alla Mostra del Cinema di Venezia».
Il regista Quattrina ha infine ribadito quanto anticipato da Sponda: «Raccontare l’acqua della Lessinia, del Baldo e della Val d’Adige, sotto tutti i suoi aspetti, vuol dire raccontare la storia millenaria dell’uomo che vi abita e vi ha abitato e lavorato, nel corso dei secoli, in strutture come le falegnamerie, le stalle, i marmifici e così via».
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