“La verità non si uccide”: in Fucina Machiavelli tre storie di coraggio e libertà

In occasione del Festival del Giornalismo, sabato 2 marzo alle 21 Fucina Machiavelli presenta una produzione originale, per la drammaturgia e la regia di Sara Meneghetti, con al centro tre storie vere di persone uccise a causa della propria opera di ricerca della verità, in quanto giornaliste, fotoreporter, attivisti. Sono storie di coraggio e generosità…

In occasione del Festival del Giornalismo, sabato 2 marzo alle 21 Fucina Machiavelli presenta una produzione originale, per la drammaturgia e la regia di Sara Meneghetti, con al centro tre storie vere di persone uccise a causa della propria opera di ricerca della verità, in quanto giornaliste, fotoreporter, attivisti.

Sono storie di coraggio e generosità di chi, come un eroe tragico, conosceva perfettamente i rischi che correva ma ha scelto comunque di essere responsabile per altri, a dispetto della propria vita. Storie del recente passato le cui conseguenze si irradiano sulla nostra contemporaneità e sugli eventi traumatici che costituiscono parte della cronaca quando non ancora della storia.

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Protagonisti la fotoreporter iraniana-canadese Zahra detta “Ziba” Kazemi-Ahmadabadi (Anna Benico) uccisa a Teheran, Natal’ja Estemirova (Jessica Grossule), amica intima e collaboratrice di Anna Politkovskaya, che come lei è stata assassinata forse proprio dallo stesso mandante, e Juliano Mer-Khamis (Davide Lazzaretto), attore e formatore teatrale, nonché film-maker e attivista che ha dedicato la propria vita fino all’ultimo, ai bambini del campo profughi di Jenin in Cisgiordania, dove ha fondato il Freedom Theatre, porgetto candidato al Nobel per la Pace 2024. Parlano in prima persona, e le loro voci si alternano sulla scena insieme alle parole dell’ultimo spettacolo a cui Juliano Mer-Khamis stava lavorando con il Freedom Theater: la fattoria degli animali, di George Orwell. Accompagna lo spettacolo la musica dal vivo di Stefano Soardo.

Uno spettacolo che parte da un punto di vista alternativo alla presunta centralità dell’Occidente e porta in scena una riflessione urgente sulla complessità del reale, sui conflitti che lo infiammano, sulle loro stratificate motivazioni e responsabilità e sulle voci che a questi cercano di opporsi.

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Biglietti

  • Intero: 12 euro;
  • Ridotto (under 30-over 70): 10 euro;
  • Convenzioni: 8 euro;
  • Ridotto under18: 5 euro.

Membership (5 spettacoli 50 euro / SuperMembership 11 spettacoli 100 euro) acquistabili online o in biglietteria a partire da un’ora prima dell’inizio.

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