La terra della mia anima alla rassegna Il cielo sopra Verona

Dalla Milano liberata del Dopoguerra con la briccola in spalla andava, attraverso le montagne, al confine con la Svizzera. Alla vita di Beniamino Rossini, gentiluomo della malavita, è dedicato l’ottavo appuntamento della rassegna <italic>Il cielo sopra Verona</italic>. Dalle pagine noir dello scrittore e sceneggiatore padovano Massimo Carlotto, sabato 8 gennaio (alle ore 21), va in scena al Teatro Stimate lo spettacolo <italic>La terra della mia anima</italic>.

Dopo Strada Carrara, storia di un bambino figlio di attori nomadi, Titino Carrara – accompagnato sul palcoscenico dalle musiche eseguite dal vivo dal sassofonista e compositore Maurizio Camardi – racconta un’altra storia di vita vera dal sapore avventuroso: a bordo di un “Maiale” della Regia Marina, trainando sotto le acque gelide del lago di Lugano 8 mila pacchetti di sigarette a viaggio; su aerei, elicotteri o ancora in mare. Dal Libano a Malta, da Venezia alla Spagna, spingendosi fino in Croazia. La vita di Rossini rivela una quotidianità divisa tra contrabbando e rapine, amicizie e amori, tradimenti e passioni politiche come in una sequenza da film d’avventura. «Se Beniamino Rossini fosse nato in una famiglia di teatranti, sarebbe stato un attore dalla grande energia e creatività» spiega Titino Carrara. «Il vero malavitoso è quello che sa raccontare: i criminali non lasciano testimonianze… nulla di scritto, ma le storie che vivono non possono essere disperse: anche la malavita ha una memoria. E ce l’ha anche il teatrante che non lascia morire le storie nel silenzio».

La terra della mia anima riassume quindi un susseguirsi di atmosfere (a tratti romantiche, a tratti commoventi) che narrano le avventure di un fuorilegge d’altri tempi: personaggio letterario, descritto da Carlotto nella serie L’Alligatore, realmente esistito. «Beniamino è doloroso, patetico mai. Anzi, è fuoco di energia che crea, che si rialza dopo ogni sgarro, con lo sforzo di reni del sax che si rialza dopo essersi tuffato nel profondo» aggiunge Laura Curino, regista dello spettacolo.

«Beniamino non è mai falso, anche quando si traveste. E soprattutto non inganna se stesso: il bilancio che fa della sua vita non è truccato. Fa sorridere amaro il suo rigoroso sistema di regole e di principi, ti tocca ammettere che tanti avremmo oggi da imparare da questo delinquente per caso. Ma lui non ha messaggi da lasciare, non vuole insegnare, ma piuttosto lasciare un segno. Per questo racconta. Insomma, sa trovare una strada anche quando sembra che tutto sia perduto».

Il cielo sopra Verona – la rassegna organizzata da Àissa Màissa, Le Falìe e Film Festival Lessinia con la direzione artistica di Alessandro Anderloni – gode del sostegno di Automotor. I biglietti per gli spettacoli si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket oppure online su <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>. Info su <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link>, all’indirizzo e-mail <mail=’mailto:lefalie@lefalie.it’>lefalie@lefalie.it</mail> o al numero 347 7137233. Parcheggio gratuito riservato agli spettatori con ingresso da via Tezone.

Marta Bicego
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