“La Tempesta” incanta il Teatro Romano con la regia di Alfredo Arias

Redazione

| 22/07/2025
Il capolavoro di Shakespeare chiude il Festival Shakespeariano (24-25 luglio) con un allestimento poetico e simbolico firmato dal maestro argentino.

La Tempesta (24 e 25 luglio) è il quarto ed ultimo titolo del Festival Shakespeariano: un mix sorprendente di sogno, realtà, magia, illusioni e follia, in un mondo bizzarro in cui nulla è ciò che sembra, ma tutto è reale. La nuova versione proposta al Teatro Romano si avvale di una delle più prestigiose firme internazionali della regia di teatro, l’argentino naturalizzato francese Alfredo Arias

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Per Arias è un ritorno alla direzione di quest’opera – tra le più complesse e ricche di simbolismi di Shakespeare – rappresentata nei primi decenni della sua sfolgorante carriera nell’ambito del Festival di Avignone del 1986. 

Sull’isola-palcoscenico il regista argentino realizza un allestimento poetico e originale, capace di coinvolgere il pubblico facendolo immergere nel suo mondo, affidandosi all’elemento evocativo del labirinto. Arias lavora moltissimo sul testo dell’ultimo lavoro di Shakespeare, inducendo gli attori a fare emergere i molteplici simbolismi dell’opera attraverso lo scavo interiore e la loro interpretazione

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Costumi meravigliosi e una scenografia concettuale che evita la banalizzazione di una trasposizione moderna dell’opera, ma entra nei meandri dell’anima e della psiche dei diversi personaggi in cui rivedere i lati più nascosti della nostra umanità. Il protagonista de La Tempesta è l’attore Graziano Piazza, che interpreta il ruolo di Prospero: il mago, il demiurgo, il sovrano dell’isola su cui approdano i naufraghi di una tempesta, che egli stesso ha scatenato. Piazza, che nella sua prestigiosa carriera ha lavorato in ruoli da protagonista con i più grandi registi della scena nazionale e internazionale (tra i quali Peter Stein, Benno Besson, Luca Ronconi, Mario Missiroli, Anatolij Vassil’ev, Cesare Lievi, Giancarlo Nanni, Massimo Castri), in questo spettacolo incarna perfettamente la “forza magica” di questo testo immortale, reso unico dalla direzione di Arias.

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