LA FIGURA DI SAN PAOLO APOSTOLO IN UNA MOSTRA A GREZZANA

Dopo il successo di <italic>Non muoio neanche se mi ammazzano – l’avventura umana di Guareschi</italic>, l’Associazione culturale itinerante Rivela ripropone in Valpantena una nuova mostra dedicata questa volta a <italic>San Paolo – Servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione</italic>, che verrà inaugurata venerdi 25 settembre alle ore 21.00 e proseguirà fino a mercoledì 30 settembre presso il Cinema Teatro Valpantena di Grezzana.

In particolare, nella serata di inaugurazione di venerdì 25 interverranno mons. Ottavio Birtele, parroco di Grezzana e la professoressa Renata Semizzi, docente di storia dell’arte.

<link=’http://www.giornalepantheon.it/download/sanpaolo.jpg’ class=’_blank’><underline>INVITO</underline></link>

La mostra vuole introdurre alla conoscenza della figura di San Paolo e della sua vita, attraverso le immagini che le hanno illustrate dalle origini della tradizione cristiana fino all’età barocca, accompagnate da brevi commenti, tratti per lo più dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere.

Apre con una gigantografia del volto di San Paolo ripreso dagli affreschi della Sancta Santcorum, che documenta l’iconografia più tradizionale con cui l’Apostolo viene raffigurato fin dai tempi antichi. Il secondo pannello presenta, insieme ad una pagina miniata con storie di san Paolo, una breve biografia di riferimento.

La prima parte della mostra raccoglie testimonianze figurative (miniature, dipinti, rilievi) legate alla vita del Santo e ai miracoli da lui compiuti. E’ suddivisa in tre sezioni: la prima prende l’avvio dal martirio di Santo Stefano e dagli altri episodi precedenti la conversione.

Si chiude con diverse raffigurazioni, sia medioevali che moderne, della Conversione, tra cui la nota "Conversione" di Caravaggio, conservata a Roma in S. Maria del Popolo. La seconda sezione riguarda prevalentemente i tre viaggi raccontati negli Atti degli Apostoli, con scene relative alla predicazione, ai miracoli e alle persecuzioni subite da San Paolo durante la sua missione.

Ritroviamo l’avorio con San Paolo preso a sassate, conservato al British Museum di Londra, e il dipinto di Rembrandt con San Paolo in carcere. La terza sezione riguarda l’ultimo periodo che San Paolo trascorre a Roma, il suo rapporto con San Pietro, come testimonia la visita a San Paolo in carcere raffigurata da Filippino Lippi. La prima parte della mostra chiude con la gigantografia dell’abbraccio tra Pietro e Paolo dei mosaici di Monreale.

Una seconda parte é invece dedicata ad un "excursus" sulla tradizione iconografica del tipo umano utilizzato per raffigurare, mettendo in luce l’ambito culturale e le fonti letterarie ed iconografiche che hanno influenzato il definirsi della figura del Santo e dei suoi attributi, e il loro variare nel corso dei secoli.

Alcuni pannelli finali riprendono invece delle varianti iconografiche, come quella che vede San Paolo tra i dodici Apostoli in episodi come l’Ascensione e la Pentecoste nelle cupole a mosaico della basilica di S. Marco a Venezia.

La Redazione