La “Bohème” di Alfonso Signorini convince l’Arena

La curiosità per la nuova produzione de La Bohème, andata in scena venerdì 19 luglio, la cui regia è stata affidata quest’anno al giornalista, conduttore, produttore e melomane Alfonso Signorini, è valsa l’attesa di una scrosciante pioggia che ha bagnato il palco de l’Arena per quasi un’ora – ritardandone inevitabilmente l’orario di conclusione - e ha…

La curiosità per la nuova produzione de La Bohème, andata in scena venerdì 19 luglio, la cui regia è stata affidata quest’anno al giornalista, conduttore, produttore e melomane Alfonso Signorini, è valsa l’attesa di una scrosciante pioggia che ha bagnato il palco de l’Arena per quasi un’ora – ritardandone inevitabilmente l’orario di conclusione – e ha acceso l’entusiasmo del pubblico, quasi da tutto esaurito, che attendeva da tredici anni il ritorno in scena dell’opera pucciniana

È stata mantenuta la promessa di un rispetto per la musica e la storia, sulla scena di una Parigi di metà ottocento innevata e fredda, che concentra la vicenda nel cuore del palcoscenico, mantenendo al centro la vera protagonista, la vita da bohémienne, giovane e traboccante dei protagonisti, la cui energia ha trovato completo spazio nelle performance sorprendenti delle debuttanti al Festival: Juliana Grigoryan come Mimì ed Eleonora Bellocci come Musetta. Profonda conferma, invece, l’acclamatissimo Rodolfo del tenore Vittorio Grigolo. Un’energia esplosa poi completamente nella scena corale in fine al primo atto, col venditore di giocattoli Parpignol, nelle giovanissime e preparate voci del Coro Voci Bianche A.LI.VE., dirette dal Maestro Paolo Facincani.

«Un inno alla gioventù, alla scapigliatura e alla passione» era l’obiettivo del direttore d’Orchestra Daniel Oren che ha guidato con precisione un’Orchestra Areniana di grande qualità, nei momenti di gioia e di freschezza, così come quelli di malinconia e tristezza per l’infelice conclusione. Un impianto scenico rispettoso della tradizione, pur nella sua modernità, grazie alla presenza di una cornice trasparente di plexiglass e ferro, che racchiude il “mondo” dell’800, riprodotto quasi in maniera maniacale grazie allo studio dei quadri e manifesti, dei dagherrotipi e dei tessuti dell’epoca. Riuscito l’intento della realizzazione dei diversi piani narrativi, che vedono realistica la sovrapposizione alla mansarda di Rodolfo e Marcello, a quella al primo piano di Mimì, una ventenne che “parla” a tutte le ragazze moderne di vita e di sogni, nonostante il triste destino che già sa di avere. Il quadro narrativo prosegue anche in luoghi all’esterno nel terzo atto, tra l’atelier e le vie dello shopping di Parigi. Ai lati del palcoscenico, suggestivo anche l’accompagnamento del giovane corpo di ballo che riproduce le emozioni dei protagonisti al centro della scena.

Un’ultima nota simpatica il “sipario” di apertura con il primo gong che annuncia al pubblico l’inizio dello spettacolo con la presenza dei giovani artisti Samuele Segreto, Zoe Massenti, Antonio Orefice e Jasmin Zangarelli, che hanno accettato la “sfida” di raccontare ai loro coetanei il mondo dell’opera grazie ad un progetto social che vede collaborare Fondazione Arena con il settimanale Chi.

Unica replica de La Bohème ora prevista sabato 27 luglio, sempre alle 21.15

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