Katia Follesa e Angelo Pisani, «finché social non ci separi»

Coppia sul palco ma soprattutto nella vita, Katia Follesa e Angelo Pisani si esibiranno domani sera al Teatro Romano in un divertente show interattivo, basato sui difetti e le imperfezioni tipiche delle relazioni. I due hanno presentato il loro nuovo spettacolo ai nostri microfoni.

Katia Follesa e Angelo Pisani
Katia Follesa e Angelo Pisani

Domani sera, al Teatro Romano, arrivano Katia Follesa e Angelo Pisani nel loro nuovo show Finché social non ci separi. Coppia sul palco ma soprattutto nella vita, i due hanno scelto di dirsi tutto proprio sul palcoscenico, anche le cose meno belle. Per farlo si affideranno all’ironia, che smorza i toni senza sminuire l’importanza di ciò che ci si dice.

Lo spettacolo

Lo show si presenta come un’esilarante terapia di coppia, nella quale il pubblico sarà coinvolto direttamente. Tutto parte da una lista dei difetti. Katia scrive quelli di Angelo e lui fa altrettanto con quelli di lei. La lista viene subito mostrata al pubblico, che non solo assisterà per tutto lo spettacolo allo scambio comico tra i due a suon di difetti, ma sarà anche chiamato a dire la propria attraverso il meccanismo dei bigliettini anonimi e dei social.

La nostra intervista ad Angelo Pisani e Katia Follesa

Angelo Pisani si è poi raccontato ai nostri microfoni, dalle difficoltà di coppia (affrontate sempre con leggerezza e ironia), al rapporto con i social.

Voi siete una coppia nella vita e nel lavoro: come riuscite a coniugare vita privata e professionale?

A volte si riesce, a volte no. Non c’è un trucco, per noi si tratta di prenderla come viene. Noi ci conosciamo da tempo, quindi siamo in grado di prevenire una tensione prima ancora che si manifesti. Nella vita, se hai una tensione la puoi esplicitare liberamente mentre nella sfera professionale bisogna imparare a metterla in secondo piano. Non esiste quindi un segreto, ma una profonda conoscenza personale.

Sui social mostrate il lato più genuino e vero della vostra famiglia, qual è il segreto per rimanere autentici?

Semplicemente mettendo in vetrina solo ciò che si vuole, e tenendo per sé quello che vogliamo che resti privato e autentico. Poi sta all’intelligenza del pubblico capire che è un diritto di tutti avere un privato, nonostante si faccia un mestiere che inevitabilmente ti espone. Alla fine sei tu a usare i social, non i social che usano te. Mi fanno sempre un po’ sorridere le persone che si sentono violate nell’intimo quando sono i primi a rendere tutto pubblico. Se invece sei tu a mostrare quello che vuoi condividere, la gente vede solo quello che tu vuoi far vedere. Poi ci saranno persone che lo apprezzeranno e chi no, mai noi siamo in pace con noi stessi.

Chi è più social dei due?

In realtà nessuno dei due. Non è una risposta politicamente corretta; a me piace raccontare il mio essere padre e la mia quotidianità, ma se non ho niente da dire non dico niente. Lo stesso vale per Katia.

Molti comici, tra cui voi, lavorano attivamente proprio con i social, pur essendo partiti dal mondo della televisione: il futuro della comicità, secondo te, passerà dunque da lì?

Io penso che ogni mezzo abbia la propria importanza, che sia il social, la televisione o il teatro. Nessuno di questi canali sparirà, e la comicità passerà da ognuno di essi. Sarà compito, però, di questi mezzi non ignorare i progressi che la società sta facendo su questo fronte. Chiaramente se in televisione continuerà a passare il medesimo modello di comicità, con un presentatore che fa la carrellata di comici, non invoglierà le nuove generazioni a seguire la comicità su questo canale. Se invece in televisione si comincerà a tenere conto anche di altre realtà, senza snaturarsi, ecco che il pubblico più giovane inizierà ad approcciarsi anche a questo mezzo.

Ora è come se la televisione stesse lavorando per escludere la comicità dai social, mentre i social in questo sono più lungimiranti, rendendosi appetibili anche alla televisione. Molti comici che sono bravi sui social poi non hanno l’esperienza per stare in tv, e viceversa. Ma credo che continueranno a esserci queste diversità, è compito dell’artista adattarsi ai vari linguaggi e allo stesso tempo è compito dei canali capire come venirsi incontro.

Veniamo ora allo spettacolo che porterete domani al Teatro Romano di Verona: cosa deve aspettarsi il pubblico? Ho letto che sarà uno spettacolo interattivo…

Il pubblico assisterà a uno spettacolo dove un uomo e una donna, partendo dai difetti e dalle imperfezioni dello stare insieme, parlano della coppia, sempre con ironia e leggerezza. Stare insieme è senza dubbio faticoso, infatti, ma se si sa ridere dei propri difetti, senza incattivirsi, sicuramente è un grande aiuto per la coppia. Il pubblico parteciperà attivamente perché daremo un numero di telefono e chiederemo al pubblico di indicare, seduta stante, i difetti del proprio partner. Poi noi in maniera del tutto anonima li commenteremo, e da lì partiranno i vari spunti di riflessione.

Quali sono i vostri impegni futuri?

A novembre partirò con il mio spettacolo comico da solo, che si chiamerà Scomodo – vita da uomo, marito e padre, dove racconta la vita dal punto di vista maschile, per riderne insieme. È uscito il mio libro per bambini, Ti prendo alla lettera. Con Katia inizieremo infine a lavorare al nostro nuovo spettacolo live, che debutterà la prossima stagione.

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