“Its Dark Materials”, arte contemporanea tra aspetti scientifici e ricerca universitaria

Inizierà il 15 aprile il ciclo di incontri settimanali “Its dark materials”, una rassegna dedicata ai molti lati oscuri dell’arte contemporanea. Ne abbiamo parlato con Luca Bochicchio, assegnista di ricerca di Storia dell’arte contemporanea e curatore del ciclo di incontri insieme a Monica Molteni, docente di Storia delle tecniche artistiche e del restauro dell'Ateneo veronese.

Inizierà il 15 aprile il ciclo di sette incontri settimanali “Its dark materials”, una rassegna dedicata ai molti lati oscuri dell’arte contemporanea che durerà fino al 27 maggio. “Its dark materials” è promosso da Contemporanea, la piattaforma multidisciplinare sui linguaggi della contemporaneità sviluppata a partire dalla mostra Contemporanee/Contemporanei allestita nel polo Santa Marta e in altri spazi dell’università di Verona. Ne abbiamo parlato con Luca Bochicchio, direttore del Muda di Albissola Marina e assegnista di ricerca di Storia dell’arte contemporanea, curatore del ciclo di incontri insieme a Monica Molteni, docente di Storia delle tecniche artistiche e del restauro.

«It’s Dark Materials è stato pensato come un ciclo di incontri e confronti sull’arte contemporanea, come recita il sottotitolo. Nasce in seno all’Università di Verona, all’interno della Commissione Contemporanea, una commissione di Ateneo, che unisce discipline diverse per riflettere sulla Contemporaneità e quindi dare un contributo critico e una provocazione sul dibattito riferito al Contemporaneo» spiega Bochicchio.

«L’idea di questi incontri è di due docenti del Dipartimento di Culture e Civiltà, Monica Molteni e Valerio Terraroli, i quali mi hanno coinvolto in quanto da qualche mese sono assegnista di ricerca del Dipartimento per la parte di Storia Contemporanea» prosegue. «Inizialmente l’idea era di incontrare il pubblico oltre che gli studenti, cioè a tutti coloro che sono interessati all’arte e alla scienza. Il fil rouge degli incontri è l’approccio scientifico allo studio delle tecniche, dei materiali e alle problematiche della conservazione dell’Arte Contemporanea».

«Molto spesso dimentichiamo che l’Arte Contemporanea ha un lato oscuro e proprio su questo gioca il titolo, anche legato ad una nota serie tv. Il titolo nasce dall’idea di Monica Molteni nel momento del lockdown, perché gli incontri fisici sono stati sostituiti presto da webinar, così come le serie tv stanno in questo momento accompagnando la nostra vita non potendo uscire se non per motivi di necessità» continua.

«Questi sette incontri sono webinar e hanno l’ambizione di attrarre un pubblico da qualunque luogo perché le tematiche sono varie. È occasione per approfondire tematiche o artisti apparentemente noti a tutti» prosegue. «Ad esempio si aprirà con un incontro sul colore giallo con “L’Urlo” di Munch e ne “I Girasoli” di Van Gogh, opere simboliche usate e abusate dalla comunicazione contemporanea. Sono essi al centro di una ricerca del Cnr di Letizia Monico che ha scoperto tematiche interessantissime sulle problematiche dei diversi gialli dal punto di vista della reazione e conservazione».

«Era un esempio per dire che le tematiche sono molto diverse. Vorremmo incuriosire, portare nuova conoscenza e diffusione, nell’ottica della terza missione dell’università: la divulgazione. Far comprendere ad un ampio pubblico gli aspetti scientifici della ricerca universitaria. Getta luce su artisti che conoscono tutti e che erano molto visti nelle mostre quando le si poteva frequentare» aggiunge. «L’aspettativa è creare interesse e creare dibattito nell’ottica che questo sia un primo step in questa “primavera molto dark” che tutti speriamo finisca presto».

«L’Università di Verona è fortemente ingaggiata nel contemporaneo anche grazie a questa Commissione di Ateneo che citavo, che si collega all’importante esposizione Contemporanee/Contemporanei allestita nel polo Santa Marta e in altri spazi dell’università di Verona che espone una sezione della collezione Agi Verona di Giorgio Fasol che coinvolge studenti e studiosi, anche dell’Accademia, in un programma di valorizzazione e studio molto ricco» conclude. «Questo rapporto con l’Arte Contemporanea, un po’ in ritardo in Italia rispetto agli altri paesi europei per il nostro retaggio di Arte Antica, sta prendendo sempre più piede. Per questo abbiamo pensato ad uno strumento di conoscenza e divulgazione come questo ciclo di incontri».

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