“In Dialogo traPASSATO e FUTURO”: a Palazzo Scarpa una nuova mostra

Questa sera alle 18 l'inaugurazione dell'esposizione organizzata da Banco BPM in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona. Saranno esposte opere di Paolo Porpora, Jan Van Kessel, Rodolfo Aricò, Giuseppe Bartolini, Marco Chemello e Francesca Vignoni.

Palazzo Scarpa

Oggi, 10 maggio, alle 18 verrà inaugurata a Palazzo Scarpa la mostra dal titolo “In Dialogo traPASSATO e FUTURO” – Exibition1: Natura dell’uomo e uomo nella natura, organizzata da Banco BPM in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Verona.

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Con il progetto “In Dialogo traPASSATO e FUTURO” Banco BPM mette a confronto le opere della sua collezione con le nuove forme espressive dell’arte contemporanea per attualizzare l’arte del passato e proporre una chiave di lettura per quella di oggi. L’intento è mostrare come, andando oltre le apparenze, le opere realizzate dai giovani artisti possono dialogare con il passato, per assonanza o per contrapposizione. Instaurando un dialogo profondo tra l’arte del passato e l’arte del presente, la comprensione delle opere diventa più accessibile perché si avvicina all’esperienza del quotidiano. Da qui la scelta di inaugurare il progetto con la prima mostra in collaborazione con l’Accademia.

La mostra “Natura dell’uomo e uomo nella natura”, allestita all’interno di Palazzo Scarpa, è infatti la prima di una serie di iniziative che Banco BPM intende proporre nelle sedi storiche del Gruppo. Nata appunto dalla sinergia tra il Patrimonio Artistico di Banco BPM e l’Accademia di Belle Arti Statale di Verona, l’esposizione si propone di indagare il rapporto Uomo-Natura, attraversando varie epoche e stili pittorici, cercando di evidenziarne la complessità e offrendone una possibile chiave di lettura. Se infatti da un lato forza generatrice della creatività umana è ciò che permette di crescere, innovare e progredire, dall’altro, essa può manifestarsi nella sua tendenza distruttiva e autodistruttiva. Due diverse risposte alla presa di coscienza della fugacità della vita e del fluire del tempo: da un lato la scelta di un percorso di crescita individuale e sociale che guarda al futuro, dall’altro un cercare gratificazioni materiali e immediate.

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Saranno esposte opere di Paolo PorporaJan Van KesselRodolfo AricòGiuseppe Bartolini, e di Marco Chemello e Francesca Vignoni.

«Con il progetto “traPASSATO e FUTURO” Banco BPM conferma l’impegno costante nella promozione dell’arte e della cultura. – Sottolinea Diana VaccaroResponsabile Patrimonio Artistico Banco BPM – Il nostro Istituto, infatti, non solo rende accessibile e fruibile il proprio patrimonio artistico ma apre anche i propri spazi per ospitare opere contemporanee espressione viva di quel fermento artistico e culturale dei diversi territori in cui è presente».

«I due giovani artisti proposti – spiega Daniela Rosi, referente del progetto e docente di Pittura al biennio nel corso di Atelier Direction – sono Francesca Vignoni, che frequenta il terzo anno di Scultura con il professor Daniele Salvalai, e Marco Chemello che ha studiato Decorazione con i professori Sergio Breviario e Gabriele Picco e che ora sta terminando il biennio di secondo livello di Pittura, “Atelier Direction – Mediazione culturale dell’arte”. Vignoni e Chemello, con caratteristiche espressive e temi molto diversi, sono entrambi promettenti. Chemello ha già al suo attivo esposizioni e riconoscimenti significativi. La particolarità della mostra sta nel fatto che, se di solito si invitano giovani artisti a interpretare o a dialogare con un’opera storica, in questo caso si è partiti dalle opere dei due giovani artisti per vedere quali fossero gli artisti presenti nella collezione storica del Banco BPM in grado di dialogare con le loro opere».

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«L’arte compenetra profondamente la realtà dell’oggi e diviene, quindi, lo strumento ideale per rileggere la storia e interpretare il presente – spiega Andrea Falsirollo, Presidente dell’Accademia –. L’accostamento tra il patrimonio artistico del Banco Bpm e le nuove produzioni artistiche che si sviluppano nella nostra Accademia consente di fornire una chiave di comprensione della realtà attuale in relazione a ciò che è stato. Conferma, tra l’altro, la volontà dell’Accademia di aprirsi alla città e alla collaborazione con le altre istituzioni culturali per offrire a tutti strumenti di crescita attraverso, in tal caso, l’arte».

«Queste sono collaborazioni importanti – aggiunge il direttore Francesco Ronzon, Direttore dell’Accademia – perché l’arte è parte di un ecosistema complesso. La performatività di un habitat naturale non è mai frutto di un’unica specie ma l’esito di un intreccio tra specie differenti. In questo caso, istituzioni».

La mostra rimarrà visitabile con entrata libera in orario di apertura filiale fino al 4 settembre 2024.

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