Ilaria Loatelli, una vita in musica

Ilaria Loatelli suona il piano a livelli altissimi da quando ha 9 anni. Da allora ha girato, in lungo e in largo, l'Italia e il mondo portando la sua musica nei migliori teatri. A Verona, sua città natale, organizza da anni anche un contest, "Scuole in musica". E anche quest'anno si è data da fare raggiungendo la cifra di oltre ottomila iscritti.

Ilaria Loatelli
Ilaria Loatelli

Ilaria Loatelli, pianista e direttrice artistica del concorso Scuole in Musica, racconta ai nostri microfoni l’edizione 2022 del concorso, giunto quest’anno alla sua sesta edizione.

Tu sei un enfant prodige del pianoforte. Quando hai iniziato?

Ho iniziato a sei anni, su consiglio dei miei familiari che mi chiesero se volessi iniziare a suonare uno strumento, senza però insistere. Dopo le prime lezioni di pianoforte la mia insegnante si accorse delle mie attitudini particolari allo strumento e da lì non ho più smesso. Con la disciplina e l’impegno poi ho solidificato questo “talento”. Ho imparato la disciplina dai miei familiari e dagli insegnanti, cercando sempre la perfezione.

A nove anni poi è arrivato il primo concerto con l’orchestra…

Sì, a nove anni mi sono esibita a Trieste e l’anno successivo ho suonato al Teatro Filarmonico di Verona, un giorno davvero emozionante.

Per una bambina così giovane, com’è suonare di fronte a un pubblico e con un’orchestra?

Da piccola mi sentivo più sicura di quello che sapevo fare, forse per ingenuità anche. Oltretutto lo avvertivo come qualcosa di molto facile e non mi preoccupavo. Poi nel corso del tempo ho iniziato a sentire la responsabilità, e quindi ho cominciato a sentire di più la pressione.

Rifaresti tutto o rimpiangi qualcosa?

Rifarei tutto. Vorrei solo aver avuto più coraggio nell’affrontare certi momenti. Adesso infatti mi accorgo che una volta mi preoccupavo troppo e che avrei dovuto affrontare alcune situazioni con più leggerezza.

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Il 15 maggio è terminato il tuo tour in Germania. Ti passa mai la tensione e l’adrenalina?

Non ci si abitua mai a suonare davanti al pubblico. Ma la consapevolezza e l’età mi aiutano a gestire tutto. Questo tour è stato per me una grande esperienza musicale e di vita, ne sono grata per questo.

Il pianoforte ormai fa parte della tua vita, ma c’è uno strumento che vorresti imparare a suonare?

Mi piacerebbe suonare il flauto traverso, che mi affascina molto. Ho molti amici fluatisti, magari è proprio per quello (ride, NdR).

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Il concerto-evento, Scuole in musica, è giunto quest’anno alla sesta edizione. Quest’anno c’è stato un boom di iscrizioni, giusto?

Sì, quest’anno è stata una grande sorpresa anche per noi, dato che uscivamo dal periodo Covid. L’abbiamo inoltre resa un’edizione doppia, online e in presenza, per dare la possibilità a tutti di partecipare. Dopo un mese dall’apertura delle iscrizioni i ragazzi che hanno aderito erano cinquemila, e 3.500 i ragazzi che hanno aderito online, un grande traguardo che fa riflettere. La musica, infatti, ormai non è più un insegnamento accessorio ma è diventata parte fondamentale dell’educazione dei ragazzi.

Come funziona il concorso?

Il concorso è aperto alle scuole primarie e secondarie italiane. All’interno di ciascuna sezione viene decretato un gruppo-scuola che vince, sommando i punteggi delle esibizioni presentate. Spesso, tra l’altro, si pensa che gli stati esteri siano più all’avanguardia di noi, ma l’Italia non deve invidiare niente a nessuno su questo fronte. Se ci fosse modo, per questi ragazzi, di esprimersi maggiormente, tutti noi verremmo a conoscenza di queste realtà ed eccellenze musicali.

Come farete le audizioni?

Il concorso si terrà al Palazzo della Gran Guardia. I ragazzi hanno orari prestabiliti nelle giornate che vanno dal 22 al 27 maggio. Le giurie sono infine composte da insegnanti di musica di scuole pubbliche del Veronese.

In Italia spesso vivere di cultura è molto difficile. Cosa ne pensi?

Io credo che la cosa migliore che potrebbe essere fatta nel futuro è avere più connessione tra l’ambiente formativo e l’inserimento lavorativo in ambito musicale. L’Italia non è molto grande, geograficamente parlando, quindi tutto ciò che viene prodotto è territorialmente vicino. E questo è sicuramente un fattore limitante.

Una domanda più personale, che musica ascolti?

Mi piace molto la musica italiana contemporanea. Per i momenti in cui ho bisogno di carica, però, non manca mai una playlist di hardcore.

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