Il Villaggio Dall’Oca Bianca e la nascita di Borgo Nuovo

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini è intervenuto stamattina su Radio Adige Tv per parlarci del quartiere di Borgo Nuovo, dalla sua nascita negli anni '30 su iniziativa del pittore veronese Angelo Dall'Oca, fino ai tempi recenti con la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.

Inglobato all’interno di Borgo Milano e con nato in tempi recente, Borgo Nuovo, conosciuto anche come il Villaggio Dall’Oca Bianca, nasconde una storia molto particolare, a partire da chi ne ha voluto la costruzione: il pittore Angelo Dall’Oca. A parlarcene è stato Davide Peccantini, fondatore di APS Quartiere Attivo.

«Borgo Nuovo è posizionato nella zona Nord di Borgo Milano, sopra Corso Milano, ed è molto recente: è degli anni ’30 e prima della costruzione del quartiere la zona dove era posizionato era chiamato la “Spianata al Giardino”, creata nel 1519 ed era prima del Chievo e in direzione di Porta San Zeno. – ha spiegato Davide – Nella zona tra via Sicilia e via Agrigento nel 1849 era stato costruito Forte Valmoden che è poi stato distrutto negli anni ’30 per la costruzioni delle case ultrapopolari, che erano il primo nucleo del quartiere e queste case furono assegnate alle famiglie provenienti dallo sgombero dell’ex convento delle Maddalene a Veronetta. Negli anni ’30, su iniziativa del pittore Angelo Dall’Oca Bianca si decise a costruire un quartiere dal nulla. Nel febbraio del 1938 il comune di Verona stanziò anche dei fondi per la costruzione delle prime casette, della piazza, della scuola elementare, dell’asilo e della chiesa. Anche il pittore donò una quota per la costruzione delle piccole casette che troviamo ancora nel quartiere».

«Il villaggio fu inaugurato nel dicembre del 1939 alla presenza del sindaco, allora il podestà Donella, il vescovo, il pittore e il poeta Barbarani ed era composto da 27 piccole casette per 54 alloggi e 130 vani. Al centro c’era la piazza, la scuola, i bagni pubblici e i negozi di generi alimentari. In un discorso fatto da Dall’Oca Bianca, riportato in un’epigrafe alla scuola materna, racconta che era la sua più alta ispirazione dare una casa a chi aveva avuto una “sventura” nella vita».

«Uno degli aneddoti più interessanti di questo quartiere è che nella zona tra via Gela e via Enna, dietro la piazza, durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il ’43 e il ’45, era stata costruita una centrale radio telefonica tedesca, in cemento armato. – ha raccontato Davide – Questo bunker si occupava delle telecomunicazioni via radio dettate via radio per l’esercito tedesco. All’interno c’erano 79 centraliniste e muri spessi 60 centimetri. Quando venne costruito i soldati tedeschi requisirono tutte le case che erano nella zona della piazza del villaggio. Abbandonato il bunker, nell’aprile del ’45, fu dimenticato. Nel 2006 con la riqualificazione della zona del quartiere si riscoprì il bunker e fu distrutto e con tre demolitori, per un mese, fu demolito».