IL SILENZIO DI DIO: TORNA A VERONA L'ATTORE SILVIO CASTIGLIONI

Ritorna dopo diversi anni a Verona uno dei grandi interpreti della scena teatrale italiana. Silvio Castiglioni sarà sabato 10 aprile alle 21 con la sua ultima ed acclamata produzione, <italic>Il silenzio di Dio</italic>, che riunisce testi di Silvio D’Arzo e Fëdor Dostoevskij.

Miracolo, mistero, autorità: sono i protagonisti dei due intensi monologhi che compongono lo spettacolo che andrà in scena al Teatro Stimate per il sesto appuntamento della rassegna <italic>Il cielo sopra Verona</italic>.

Accostati nella stessa serata, Casa d’altri (tratto dal racconto omonimo di Silvio D’Arzo) e Domani ti farò bruciare (ispirato a I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij) formano un dittico sul silenzio di Dio, sulla sua indifferenza alle tragedie del mondo. Alla sommessa domanda di una vecchia che vorrebbe uccidersi per liberarsi da una vita di stenti, fa eco la furente requisitoria di un demone che vorrebbe invece incarnarsi.

Se la resa alla morte lascia il posto alla tentazione di vivere, intorno a queste figure prive di un posto sulla terra risuona il sibilo di una lama che separa vita e morte, umano e divino. Una lama che ci gira intorno come un satellite dall’orbita cieca, incurante del vuoto di senso che non riusciamo a colmare.

Narrazione perfetta, come l’ha definita Eugenio Montale, Casa d’altri è il capolavoro di Silvio D’Arzo: scrittore di culto nel panorama letterario italiano del Novecento, morto nel 1952 a soli trentadue anni. Un giallo dell’anima, attraversato da una trepidazione che non concede tregua. La voce narrante è quella di un prete di montagna, trasformato in una figura alla Giacometti circondata da microfoni. Al suo racconto si intrecciano una serie di suoni e di rumori che evocano paesaggi naturali e stati d’animo, come nei radiodrammi di un tempo. Domani ti farò bruciare nasce invece dalle suggestioni ispirate da due capitoli dei Fratelli Karamazov, testamento spirituale di Dostoevskij. Più che un monologo, è un dialogo negato, una denuncia violenta e malinconica.

«Il titolo unifica due atti unici, come un dittico in pittura: due quadri accostati e un solo nome che dice Il silenzio di Dio, ma risuona diversamente nei due testi» spiega il regista, nativo di Legnago, che oggi insegna teatro in Italia e all’estero. «Il lavoro che presentiamo è forte, non si tira indietro di fronte alle domande importanti. Credo colpisca al cuore, muovendo emozioni e pensieri insieme. L’impresa non era semplice, i due testi di partenza sono due capolavori, e questo in teatro può complicare la vita, ma credo proprio che ce l’abbiamo fatta. Non solo perché richiede una grande prova d’attore, ma perché è uno spettacolo che lascia il segno. Il mio pensiero è che allo spettatore resti una voglia matta di tornare a teatro. In generale mi aspetto curiosità, soprattutto da parte dei più giovani».

Andare in scena a Verona, prosegue Castiglioni, «è un frutto dal sapore forte, e quasi non ci credo di poterlo finalmente addentare». «Non ho mai rinnegato la mie origini venete – confessa il regista che, dal 1998 al 2005, è stato direttore del Festival di Sant’Arcangelo di Romagna –. Ho dedicato uno spettacolo a Filò, il poema in veneto di Andrea Zanzotto, che pesca nella vita della campagna veneta arcaica e in quella che ho vissuto da ragazzo. Anche il mio Arlecchino vi affonda radici profonde, ma prima ancora c’era stato lo spettacolo, Remengòn. Le occasioni per lavorare in Veneto sono state poche, e mai a Verona, ad eccezione di un fugace passaggio una quindicina d’anni fa. Qui ho fatto medie e liceo come interno al Mazza, e in questi giorni ho riallacciato i contatti con alcuni miei ex compagni. Ci guarderemo in faccia, dopo tanti anni, anche con qualche maestro di allora».

L’ultimo appuntamento con la rassegna <italic>Il cielo sopra Verona </italic>è in programma sabato 17 aprile (alle 21) e domenica 18 aprile (alle 17) con la commedia musicale in dialetto veronese <italic>La corte dei strassoni</italic>. Sulla scena del Teatro Stimate si esibiranno una band e quattordici ballerini-attori per raccontare la vita (povera ma felice) e le avventure di un gruppo di irresistibili ed improbabili barboni.

La rassegna, organizzata dall’agenzia Àissa Màissa e Le Falìe, gode del sostegno di Automotor. I biglietti per tutti gli spettacoli in cartellone si possono acquistare nei punti prevendita del circuito Greenticket e online su <link=’http://www.greenticket.it’ class=’_blank’>www.greenticket.it</link>.

Informazioni su <link=’http://www.lefalie.it’ class=’_blank’>www.lefalie.it</link>, <link=’http://www.aissamaissa.it’ class=’_blank’>www.aissamaissa.it</link>, scrivendo a <mail=’mailto:lefalie@lefalie.it’>lefalie@lefalie.it</mail> oppure telefonando al numero 347.7137233. Parcheggio gratuito riservato agli spettatori con ingresso da via Tezone .

Marta Bicego
Cell. 340 1495248
<mail=’mailto:stampaaissamaissa@libero.it ‘>stampaaissamaissa@libero.it </mail>