Il punto di riferimento per le produzioni cambia nome: è il “Verona Film Office”

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Dopo l’ingresso nella Veneto Film Commission, avvenuta ufficialmente poco più di due mesi fa, l’ufficio comunale di riferimento cambia nome. Il ‘Verona Film Commission’ lascia quindi il posto al ‘Verona Film Office‘, una nuova denominazione che non cambia la sostanza dell’attività a favore delle produzioni sempre più numerose che scelgono Verona come set per progetti di vario tipo.

Far parte dell’assemblea dei soci sostenitori della fondazione creata nel 2019 dalla Regione Veneto significa per Verona usufruire di una serie di opportunità. Il Comune può infatti partecipare a scelte e strategie in tutti gli ambiti di azione, dalla promozione alla formazione, dalla consulenza resa alle imprese cinematografiche e agli operatori di settore, fino alla partecipazione nei festival.

La nuova veste di socio gli permette inoltre di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico locale e di favorire la crescita della competitività del territorio, creando le condizioni per attirare ancora di più le produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie italiane ed estere.

Al cambio del nome corrisponde anche quello dell’indirizzo mail. La nuova casella di posta è quindi veronafilmoffice@comune.verona.it.

Solo nel 2021 sono state 83 le autorizzazioni concesse per girare sul territori scaligero, dalle trasmissioni televisive ai filmati industriali. Due i film: “Love in the villa” e “Il ritorno di Casanova”. Ben 11 gli spot pubblicitari, dal servizio fotografico per il film “West side story” di Steven Spielberg, alla promozione di nuove auto elettriche, giovanili e adatte ai centri storici, fino alle campagne delle compagnie telefoniche nazionali. E poi 10 videoclip di altrettanti cantautori, uno dei quali dedicato a Romeo e Giulietta. Sette i cortometraggi, tra cui “Dove finiscono i mandarini” diretto dalla regista Valentina Zanella, e altrettanti i docufilm, dei quali uno dedicato ad una blogger diversamente abile e, quindi, al tema dell’accessibilità urbana e all’importanza di abbattere le barriere architettoniche.

Un totale di 14 trasmissioni hanno girato a Verona, come “Viaggio nella grande bellezza” con Cesare Bocci, tra le strade scaligere per raccontare i grandi amori della storia. Così come quelle girate in Arena per il concerto de Il Volo, per la prima del Festival Lirico con il maestro Muti e per l’opera commentata da Pippo Baudo. Hanno fatto il giro del mondo anche le riprese dei grandi eventi, tra cui Mille Miglia e Giro d’Italia. Quasi una trentina i droni che sono stati autorizzati a sorvolare la città per riprendere Verona dall’alto, frame ormai virali come le foto dei monumenti illuminati di diversi colori per sostenere le associazioni nazionali e la ricerca medico-scientifica. Hanno lavorato nel Comune di Verona artisti come Toni Servillo, Fabrizio Bentivoglio, Matteo Bocelli, Zucchero Fornaciari.

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