Il grande ritorno di Salieri al Filarmonico, in scena Falstaff

La commedia di Shakespeare, musicata dal legnaghese nel 1799 e riproposta al Teatro Filarmonico di Verona, vede alla regia Paolo Valerio.

Dopo cinquant’anni dall’ultima rappresentazione, il palcoscenico del Filarmonico ridona la giusta memoria al genio di Antonio Salieri – di cui ricorrono i 200 anni dalla morte – celebrato con l’opera ritrovata e in edizione critica Ricordi de Falstaff ossia Le tre burle, andato in scena per la “prima” nel pomeriggio di domenica 19 e acclamata dal numeroso pubblico presente.

La commedia di Shakespeare, musicata dal legnaghese nel 1799 e riproposta all’interno del calendario de L’altro Volto dell’Arena e in parallelo del programma Mozart a Verona, ha goduto della regia di Paolo Valerio, che ha donato all’ambientazione una cornice veneziana e rococò, sia nei costumi che per le scenografie. Rimanendo su uno stile molto semplice e minimale, incentrato principalmente sul dialogo tra i personaggi che alla dinamicità degli stessi. La scenografia, due schermi a volte trasparenti, a volte proiettanti immagini, rendevano possibile l’ambientazione, richiamando il tema acqua e quindi l’ipotetico sfondo di Venezia.

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Ai goffi tentativi di seduzione del “casanova” Falstaff (Giulio Mastrototaro), si intrecciano le vite di Mrs. Slender (Michele Patti) e Mrs. Ford (Gilda Fiume) – le due comari, come si definiscono – che, indispettite dal suo atteggiamento irrispettoso ai loro matrimoni, decidono di punirlo, arrivando ad ingannarlo per ben tre volte. Un presa di posizione che definisce una sorta di emancipazione femminile, che emerge prepotentemente anche nell’atteggiamento di Mrs. Slender nei confronti del marito estremamente geloso, capace però infine di comprendere il suo errore e mantenere in salute la fiducia nella moglie.

Colui che dunque si credeva un “re” del corteggiamento – figurativamente sempre rappresentato in scena vicino al suo letto a baldacchino quasi fosse un trono – si ritrova umiliato e punito dalle due donne e dai mariti: un’atmosfera quasi onirica, grazie al gioco di luci dei due schermi in movimento presenti in scena, ricrea la scena magica di un fantomatico bosco – con tanto di fauni, fate e animali volanti, quasi sognato in pratica – ma che sembra rappresentare una scena ancestrale di riconciliazione, in particolare con una società che vuole imporre sempre il suo gioco di ruoli, a discapito della propria personalità.

Le prossime repliche saranno mercoledì alle 19, venerdì alle 20 e domenica alle 15.30. Qui tutte le informazioni in merito ai biglietti e alle proposte del Teatro Filarmonico.

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