Il danzatore giapponese Saburo Teshigawara per la prima volta a Verona

Per la prima volta a Verona il Leone d’Oro per la carriera nella danza Saburo Teshigawara con Adagio, inno alla lentezza contro la frenesia della contemporaneità. Sul palco, insieme al genio giapponese, la storica collaboratrice e musa Rihoko Sato in un alternarsi di soli.

Saburo Teshigawara
Saburo Teshigawara. Foto di Akihito Abe

Un inno alla lentezza che lotta contro la frenesia della contemporaneità. Saburo Teshigawara, uno dei più apprezzati coreografi contemporanei al mondo, arriva al Teatro Ristori – per lui prima volta assoluta a Verona – con un’opera che danza sulle note di Mahler, Beethoven, Bach, Mozart, Rachmaninov, Ravel, e Bruckner. Adagio, al Teatro Ristori venerdì 26 aprile alle 20:30, porta in scena la potenza dei corpi in movimento, perfettamente interpretata dal genio giapponese e dalla sua storica collaboratrice e musa, Rihoko Sato. I due artisti si alterneranno sul palco senza quasi mai incontrarsi. Non si tratta infatti di un pas de deux ma un’alternanza di soli che raccontano un dialogo con la parte più intima di sé stessi. 

«Quando danzo un adagio, il mio corpo si fonde ed il mio cuore è sospeso nello spazio per dissolversi nel nulla. Le parole lentamente evaporano e quando anche la realtà ed i pensieri spariscono, sento che sto vivendo la vita e la morte», spiega Teshigawara. L’opera immerge il pubblico in una bolla nella quale l’artificialità occidentale sparisce per lasciare posto alla dilatazione dello spazio e del tempo. E proprio il tempo lento dell’adagio permette ai corpi danzanti di compiere movimenti che, seppur estremamente tranquilli, sono carichi di energia e vita. A questa si uniscono i diversi richiami, dalle arti marziali come il Tai Chi, al movimento della natura, ma anche elementi di danza classica e contemporanea. 

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Saburo Teshigawara

Saburo Teshigawara oltre ad essere un danzatore eclettico e uno dei maggiori coreografi contemporanei a livello internazionale, è un artista completo e poliedrico: pittore, disegnatore, autore di installazioni e di film. Dopo aver studiato arti plastiche e balletto classico, Teshigawara inizia la sua carriera nel 1981, nella nativa Tokyo, e qualche anno dopo crea KARAS. L’obiettivo della compagnia era infatti dare vita a nuove forme di espressioni artistiche che non potevano essere catturate dalle strutture coreografiche esistenti. Nacque così un metodo di danza unico che lo ha portato sui più grandi palcoscenici al mondo fino a vincere il Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Danza 2022 di Venezia perché «È la sua capacità di costruire interi ecosistemi artistici insieme al suo inesauribile coraggio a disimparare che ne fanno un unicum rispetto ad altri artisti. Teshigawara coglie il potere di un corpo in flusso costante ed è determinato a espandere il potenziale della coreografia oltre i limiti tradizionali», scrisse nel 2022 Wayne McGregor nelle motivazioni del premio. 

Insieme a lui sul palco del Ristori anche la sua musa, Rihoko Sato. Parte della compagnia KARAS dagli anni ’90, la ballerina è riconosciuta come una delle figure centrali dell’universo creativo del grande coreografo giapponese. Negli anni ha inoltre ricevuto diversi riconoscimenti: a partire dal Best Dancer Award per il suo duetto con Vaclav Kunes in Scream and Whisper ai Les Étoiles de Ballet 2000, fino al The Minister of Education, Culture, Sports, Science and Technology’s Art Encouragement Prize [of dance] nel 2018.

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