Gli alunni delle medie di Parona portano in scena la tragica storia di Isolina Canuti

di Alessandro Bonfante

| 12/11/2025
Lo spettacolo teatrale “Isolina e le altre” al Teatro Camploy racconta una pagina da non dimenticare di violenza di genere, coinvolgendo le nuove generazioni nella costruzione di una memoria collettiva.

Martedì 25 novembre alle 21 per il pubblico e mercoledì 26 in mattinata per le scuole, al Teatro Camploy di Verona, gli studenti e le studentesse della scuola media di Parona metteranno in scena lo spettacolo Isolina e le altre, ispirato alla tragica vicenda di Isolina Canuti, giovane donna veronese uccisa nel 1900.

L’iniziativa, con la collaborazione dell’associazione “Isolina e…” rientra nel programma del Comune di Verona per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, organizzato dall’Assessorato alle Pari Opportunità e Parità di Genere.

Il testo prende spunto dal libro di Dacia Maraini, che ha ricostruito la vicenda giudiziaria e sociale legata a Isolina. In scena, gli alunni rievocano la storia attraverso le voci delle lavandaie che l’hanno conosciuta, con un finale che lascia spazio alla speranza. Ingresso libero.

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Il progetto teatrale è il frutto di un lungo lavoro condotto in aula dalla docente Elena Benvenuto, autrice della drammaturgia, e guidato dal regista Andrea Castelletti, direttore del Teatro Modus. «Gli attori e le attrici della classe 3H si sono impegnati nell’orario scolastico in un percorso di riflessione sulla storia di Isolina Canuti, sui suoi diritti negati e sulla necessità della memoria, che ha portato alla messa in scena guidati dalla preziosa regia di Andrea Castelletti» ha spiegato la docente.

Castelletti ha rilevato come sarebbe più corretto ed efficace parlare di violenza maschile, chiamando in causa gli uomini a fare una riflessione su di sé.

Alla presentazione dello spettacolo, tenutasi martedì alla Società Letteraria di Verona, erano presenti anche la presidente dell’associazione “Isolina e…”, Marisa Mazzi e la vicesindaca di Verona Barbara Bissoli, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di coinvolgere i più giovani nel cambiamento culturale contro la violenza di genere.

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Isolina Canuti

La storia di Isolina Canuti, orfana di madre e figlia di un impiegato veronese, si intreccia con quella di Carlo Trivulzio, tenente degli Alpini di nobile famiglia udinese e suo amante, che secondo le ricostruzioni l’aveva messa incinta senza presupporre una vita insieme.

Costretta ad abortire, morì su un tavolo di osteria mentre le praticavano l’aborto. Venne poi fatta a pezzi e gettata nell’Adige. Nonostante i forti sospetti e il suo iniziale arresto per omicidio, Trivulzio venne scarcerato.

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L’inchiesta rivelò indizi che puntavano alla Trattoria del Chiodo, frequentata da ufficiali. Testimonianze cruciali, come quella del cameriere Coronato Visco Gilardi che vide due uomini gettare un sacco nell’Adige, o la misteriosa morte per avvelenamento dell’amica Emma Poli – che avrebbe potuto essere testimone chiave – furono ignorate o insabbiate.

Il caso si concluse con un capovolgimento giudiziario che vide la vittoria del tenente Trivulzio. Il deputato socialista Mario Todeschini, che aveva denunciato l’inerzia delle autorità, fu condannato per diffamazione a un risarcimento e a 23 mesi di prigione. La stampa dominante accusò Todeschini di aver strumentalizzato il caso per propaganda antimilitarista, di fatto cancellando la memoria della vittima e l’orrore del crimine.

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