Giosuè, il nuovo rap made in Verona

Così oggi si presenta Giosuè, un giovanissimo cantautore della periferia, e come molti suoi coetanei ama il Rap e la trap, uno stile musicale sempre più in voga. Ama la scrittura, i grandi cantautori italiani, gli scrittori classici del rinascimento, il cinema d’autore e la disciplina sportiva, si sente diverso e lo vuole gridare: così decide…

Così oggi si presenta Giosuè, un giovanissimo cantautore della periferia, e come molti suoi coetanei ama il Rap e la trap, uno stile musicale sempre più in voga. Ama la scrittura, i grandi cantautori italiani, gli scrittori classici del rinascimento, il cinema d’autore e la disciplina sportiva, si sente diverso e lo vuole gridare: così decide di cambiare il suo primo nome d’arte, “Dzeck”, in “Giosuè”.

Un nome che è anche il titolo di una sua canzone, in cui canta «cerco rivalsa, le chiavi di tutte le porte che mi hanno sbattuto in faccia»: un brano che vuole rappresentare il cambiamento, un punto chiave del suo percorso, il collegamento tra Giosuè e la sua musica, senza veli. La canzone parla di un ragazzo che ha sempre cantato il rap per passione, una passione che ora diventa mezzo per raccontare la sua vita: «se senti gridare Giosuè nel quartieri, giurio che non ti confondi pensi al rap fatto bene, il quartiere della satira sa bene chi è il più debole…dal quartiere son passato, mi ha privato dei sorriso ma non del Flow».

Il giovane rapper si chiama Giosué Zecchini ed è nato a Negrar, il 22 luglio 2002. «Sono sempre stato un curioso, fin da bambino, facevo un sacco di domande su ogni argomento. Mi piace conoscere, apprendere, studiare l’arte e la cultura classica e avere così un vasto repertorio di conoscenza. Forse è per questo che ho scelto di frequentare il Liceo linguistico Scipione Maffei. Amo le lingue straniere, sogno di viaggiare e interagire con altre culture. Amo la scrittura, sento spesso la necessità di descrivere ciò che mi circonda e descrivere me stesso, e farlo in modo originale, pensando alla poesia, e alla visione artistica di una sensazione, di un emozione o di un paesaggio, e scrivere del e nel mio mondo, in fondo non ho ancora 18 anni. “Tedua” è uno dei miei rapper preferiti e una fonte d’ispirazione».

«Mi sono avvicinato e appassionato al rap ai “tempi delle medie”, con singoli come Parole di Ghiaccio di Emis Killa ed Hellvisback, disco di Salmo pubblicato nel 2016. Prima di allora nei miei ricordi da bambino sono il cantautorato italiano, come Rino Gaetano, De Andrè, Dalla e Battisti, sono nato in una famiglia dove mio padre è un cantautore e mia madre un insegnante. Mi piace ascoltare il rap straniero, per lo più americano come Russ, un artista poco conosciuto in Italia, e in particolare un album di  Logic dal titolo “Everybody” che mi ha particolarmente entusiasmato, sia a livello di sound che a livello di scrittura e “flow”».

«La  musica è la mia passione più importante ma non è l’unica. Amo il calcio, la palestra , e la disciplina che lo sport insegna, mi piace tenermi in forma è importante per me, e ho una grande passione per il cinema e la recitazione, specialemente cinema indipendente sia italiano che straniero proprio per l’originalità delle trame e l’interpretazione a volte astratta degli attori stessi. La recitazione è l’affascinante strada per poter esprimere in modo razionale la mia irrazionalità»

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