FFDL, venerdì l’incontro con Luca Parmitano

Proseguono al Teatro Vittoria e nella Piazza del Festival gli eventi della rassegna cinematografica internazionale sulle terre alte del mondo. Venerdì l’atteso arrivo dell’astronauta, dove non mancherà un ricordo dedicato a Piero Angela.

Foto di archivio

Settimana di incontri e proiezioni al Film Festival della Lessinia (FFDL). La rassegna cinematografica internazionale dedicata a vita, storia e tradizioni nelle terre alte del mondo ha avuto come ospite d’onore Michelangelo Frammartino con la proiezione del film Il buco (Italia, Germania e Francia, 2021). 

A Bosco Chiesanuova il regista e sceneggiatore, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2021, ha dialogato col pubblico nella Piazza del Festival a partire dalle immagini scattate sul set dal giornalista, fotografo e speleologo Natalino Russo. Le foto – in esposizione negli spazi esterni della rassegna – sono state realizzate tra le corde degli speleologi, i cavi dei fonici, la fibra ottica che portava il segnale video all’esterno della grotta, i movimenti di macchina dell’operatore; poi tra i pastori e sullo sfondo di magnifici paesaggi. All’incontro hanno partecipato la sceneggiatrice Giovanna Giuliani, l’operatore di macchina Luca Massa (premiato con la Pellicola d’oro come miglior operatore proprio per II buco) e l’attore-speleologo non professionista Giovanbattista Sauro.

Il film è ambientato nel 1961. Dopo aver affrontato diverse rischiose esplorazioni nel Nord Italia, un gruppo di giovani speleologi piemontesi alla ricerca di nuove sfide raggiunge le montagne del Pollino, in Calabria, per esplorare la grotta del Bifurto, allora ritenuta la terza cavità più profonda del pianeta. Frammartino sceglie inquadrature mai ravvicinate, la luce data solo dalle fiammelle di carburo sui caschetti, una sinfonia ricchissima di suoni catturati nel sottosuolo. Girato nel corso di tre anni di riprese, interpretato da veri speleologi che hanno utilizzato attrezzature dell’epoca, il lungometraggio illumina il buio, rendendo la stessa grotta protagonista vivente assieme ai suoi esploratori. 

Ospite attesissimo di venerdì 26 agosto (alle 16 presso il Teatro Vittoria) è Luca Parmitano per parlare dei cambiamenti climatici. L’astronauta è stato protagonista, oltre che delle esplorazioni spaziali, di ricognizioni sui ghiacciai alpini tra cui una sul ghiacciaio del Gorner, in Svizzera, con lo speleologo e geologo Francesco Sauro che dialogherà con lui sul palcoscenico del Festival, accompagnato dalle immagini inedite scattate da Alessio Romeo.

L’appuntamento con Parmitano sarà un’occasione per ricordare Piero Angela che ha dedicato proprio l’ultima puntata di Superquark (in programma su Rai1 il 24 agosto)  al documentario Gli Ultimi Ghiacci di Marco Visalberghi: viaggio per scoprire la realtà attuale dei ghiacciai oggi – il 75% delle riserve di acqua potabile della Terra – e i meccanismi che minano lo strato ghiacciato dall’interno con la guida proprio di Francesco Sauro e assieme a Parmitano. In questo documento è l’ultima raccomandazione di Piero Angela che ci ha lasciato il suo testamento, parlando proprio di clima: «I ghiacciai delle nostre Alpi così come quelli di gran parte del mondo scompariranno entro la fine del secolo, vale a dire in meno di 80 anni, l’arco di una vita. Se non interveniamo subito per contenere l’aumento delle temperature, gli effetti sul pianeta saranno catastrofici».

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