Festa delle donne, online il cortometraggio veronese “Tutto passa”

Il nuovo cortometraggio dei registi Lorenzo Leonardi e Zarina Ospanova "Tutto passa", prodotto e girato a Verona poco prima del lockdown, sarà presentato online l'8 marzo, in occasione della Festa delle donne.

Violenza sulle donne, il ruolo degli affetti familiari, la necessità di non dimenticare e trovare la forza di andare avanti. Sono questi i punti cardine del nuovo cortometraggio dei registi Lorenzo Leonardi e Zarina Ospanova “Tutto passaprodotto e girato a Verona poco prima del lockdown dal collettivo indipendente Zoo line Production. Il corto sarà presentato on line l’8 marzo, in occasione della Festa delle donne.

Protagonisti del corto l’attrice e docente Alina Convertino, già allieva dei registi Mario Masini e Carlos Alberto Alsina e Alberto Vetroni, attore nel cast del film “L’ultima gara” con Raoul Bova, regia di Marco Renda e collaboratore di Barbara Enrichi -vincitrice al David di Donatello nel 1997- al centro sperimentale di cinematografia di Milano.

Tra i temi del cortometraggio, quello della violenza sulle donne «nella speranza che in futuro possa essere solo un ricordo lavorando sulla consapevolezza e prevenzione ma, soprattutto, partendo da noi stessi» come spiegano i registi, con l’obiettivo di dare seguito a una riflessione in merito alla cancellazione del murales di Stradone Santa Lucia di Verona raffigurante le scarpette rosse.

«Nella zona del murales, sono rimaste solo le scarpe appese a un albero a rappresentare le tante donne vittime di violenza e questo è uno dei motivi per i quali abbiamo ambientato lì una parte della narrazione: non possiamo dimenticare. Lungi da noi dal voler puntare il dito contro questa scelta; certo è che quel murales, contribuiva a ricordare le vittime e fungeva da monito», aggiungono Leonardi e Ospanova.

Il cortometraggio affronta quindi il tema della gestione del lutto all’interno di una famiglia, un argomento molto delicato che i registi hanno trattato lanciando un messaggio preciso: tutto passa. Tutto passa, quando c’è l’amore, che nella narrazione si contrappone alla violenza perpetrata nei confronti dell’ennesima donna, una delle tante vittime che incontra la morte in un giorno qualunque, passeggiando per rientrare a casa. «Non abbiamo la presunzione di voler spiegare come si affronta un lutto familiare o una violenza così grave e nemmeno sminuire il problema; ciò che vogliamo dire è che è importante trovare sempre un motivo per andare avanti, per non lasciarci accecare dalla brutalità della violenza. Ecco perché nella sceneggiatura abbiamo previsto un evidente riferimento alla leggenda dell’anello di Re Salomone e, nel caso del nostro corto, sarà invece il ritrovamento di un bracciale e una telefonata inaspettata a ridare un po’ di speranza al protagonista».