Estate Teatrale Veronese, domani sera il ricordo di Mia Martini

Domani sera, "Venerazioni", sezione musicale dell’Estate Teatrale Veronese, rende omaggio ad una delle voci femminili più belle di sempre, Mia Martini. Sul palcoscenico del Teatro Romano Stephanie Océan Ghizzoni darà vita a un vero e proprio tributo, 16 brani arrangiati da Daniele Rotunno, al pianoforte, e Marco Pasetto al clarinetto, clarinetto basso e sax soprano.

Nel giorno del suo compleanno, Verona ricorda Mia Martini. Domani sera, domenica 20 settembre, “Venerazioni’” sezione musicale dell’Estate Teatrale Veronese, rende omaggio ad una delle voci femminili più belle di sempre. Il festival, organizzato dal Comune di Verona, mette a segno un altro importante concerto, l’ultimo della stagione. Sul palcoscenico del Teatro Romano Stephanie Océan Ghizzoni darà vita a un vero e proprio tributo, 16 brani arrangiati da Daniele Rotunno, al pianoforte, e Marco Pasetto al clarinetto, clarinetto basso e sax soprano.

L’evento “Buon compleanno Mimì. Se non canto non vivo“, curato da Box Office Live, è dedicato alla creatività femminile, in equilibrio fra la vicinanza ai temi dell’universo donna e alla capacità di emozionare il pubblico. I biglietti sono in vendita sui circuiti Ticketone, Geticket e al Box Office di via Pallone.

Si tratta di un’idea nata nel 2019 e costruita sartorialmente sulle caratteristiche vocali della cantante blues che, nella sua arte musicale e nel piglio di carisma e vitalità, ha un particolare affinità con il cantato e il vissuto di Mia Martini. Da questi intrecci ha preso il via un progetto che diventa un accorato ricordo. Lo spettacolo è tessuto come un viaggio nell’anima dell’indiscussa regina della musica italiana, fatto di canzoni, vita, gioie, dolori e amori. E la voce di Stephanie Océan Ghizzoni diventa strumento intenso e delicato dando suono ai racconti di frammenti di storia di un’artista immensa come Mia Martina.

«Io e Mimì. Una storia d’amore nata la prima volta che la vidi cantare in TV. Quando ero solo una bambina» racconta Stephanie Ghizzoni. «Ricordo nitidamente quella donna, elegante e raffinata, apparentemente corazzata come una guerriera, forte nei gesti e nelle espressioni del viso, ma dall’anima di fragile cristallo. Un’opera d’arte Mimì, che nella voce aveva tutti i colori della sua malinconia. Che ha sacrificato il suo essere figlia, donna, madre, sorella, moglie, amante, dicendo addio da subito ad una vita “normale” solo per poter dare tutto di sé al suo pubblico».

Programma e informazioni sono disponibili sul sito.